I giovedì della zavorrina



COSA REGALO AD UN BIKER PER NATALE??

Natale è alle porte, eccomi quindi a consigliarvi qualche regalo per il vostro amico, compagno, marito motociclista!

Guanti per la stagione fredda

E' un biker coraggioso che va in moto anche durante l'inverno? Un regalo che potrebbe apprezzare molto è un paio di Guanti Zero Degree 2.0 Acerbis, imbottiti e rinforzati ed indicati anche per le condizioni di freddo più estreme. Prezzo € 41,90.

1926-2016 Ducati. 90 anni di eccellenza italiana. 

320 pagine
ricche di foto alcune delle quali provenienti dall'archivio storico Ducati, il volume narra la storia dell'Azienda, le sue sfide per essere sempre pioniera di idee innovative, la sua visione lungimirante che sul finire degli anni Quaranta la portò alla produzione di motoveicoli. E poi gli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui Ducati divenne sinonimo di moto sportive e di Azienda con una missione originale per l'epoca: produrre motociclette che fossero in grado di vincere in gara ed essere anche adatte per la produzione di massa. Giunse poi il periodo dei grandi successi quando, negli anni Novanta, arrivarono i piloti che avrebbero reso grandioso il marchio Ducati fino al trionfo in MotoGP con la vittoria del mondiale nel 2007. Nel frattempo, negli stabilimenti Ducati vennero prodotte motociclette pronte a diventare icone su 2 ruote: dal Monster alla Multistrada, dalla Panigale al Diavel fino al recente Scrambler®, una moto ricca di stile e di storia e che al tempo stesso incarna tutta la contemporaneità di Ducati. Prezzo € 46,75. 



Calze riscaldanti.

Quando si va in moto in inverno si sa che bisogna prestare particolare attenzione a mantenere caldi mani e piedi. Ecco quindi un geniale capo di abbigliamento da Klan: un sottile filo riscalda la parte superiore ed inferiore della parte anteriore del piede per mantenerli sempre ad una temperatura confortevole. La grande novità di quest’anno per le calze riscaldati Klan, è che possono essere alimentate tramite batterie portatili da inserire nel taschino predisposto sia a 7,4 volt per un riscaldamento confortevole nell’uso delle calze sia in moto che per tutte le altre attività outddor (sci, bici, etc…) sia con batterie a 12 volt che danno alla calza la potenza necessaria per affrontare in moto l’inverno più rigido. Queste calze possono essere comunque collegate direttamente alla batteria della moto per un confort lungo quanto il viaggio. Prezzo € 89,00.

Videogioco Ride 2.  

Se nei weekend freddi il vostro biker preferisce far correre le moto, si, ma muovendo il joystick, questo è il videogioco che fa per lui! E' infatti uscita la seconda saga di Ride, che include le piste testimoni delle gare più folli ed eccitanti di tutti i tempi! Country, City, GP, Road, Supermoto e Drag race per sfidare le tipologie di strada più difficili e lasciare la scia ad ogni sgommata! Prezzo € 49,99.


Bracciale a forma di catena. 

Un'idea a mio parere molto carina se volete regalare ad un biker un gioiello, è questo bracciale che ricorda la catena della sua amata moto. Oline ne potete trovare di ogni materiale e di ogni prezzo, in acciaio Inox se ne vedono davvero di molto cheap sui più famosi siti di vendite online (a partire dai 10 euro), ma potete trovare anche qualche esemplare importante e costoso, con inserti in oro.

Detto questo, non vi resta che sbizzarrirvi con la fantasia e di trascorrere delle serene feste con i biker che fanno parte della vostra vita!


A giovedì prossimo,
lamps!
Cry

_________________________________________________________________________

UN VIAGGIO IN HARLEY CHE CAMBIA LA VITA: LA STORIA DI FRANCO ED ANDREA.

Un'Harley Davidson rossa. Le strade dritte ed interminabili che si perdono nell'orizzonte infinito che fa da sfondo alla Route 66. Un padre ed un figlio a bordo, capelli lunghi spettinati dal vento e grandi, grandissimi sorrisi. Potrebbe sembrare un fotogramma tratto da un viaggio qualsiasi, che alcuni hanno già intrapreso nella propria vita. Ma questo viaggio, tanto qualunque non lo è stato. Questo padre, Franco Antonello, ha deciso di portare con sè in questa esperienza suo figlio Andrea, un bel ragazzo diciottenne affetto da autismo. Un viaggio nato come una fuga dal grande stress e dagli schemi quotidiani dettati dalla malattia, che si è trasformata strada facendo in una scommessa, vinta giorno dopo giorno, avventura dopo avventura, che li ha portati a viaggiare lungo tutte le americhe.
Ho intervistato Franco per scoprire qualcosa di più a proposito di questa grandissima esperienza vissuta nel 2010, una bellissima cavalcata in sella ad una moto, da Miami fino a Los Angeles, 123 giorni di vita vissuta on the road, e proseguita successivamente verso centro e sud America, su di un'auto presa a noleggio. Scopriamo attraverso le sue parole, com'è stato vivere questa esperienza, durante la quale lui ed Andrea hanno visto il mondo dietro la visiera. E molto altro.

Franco ed Andrea

Franco, a quando risale il tuo primo approccio con una moto?

Il primo approccio con un motorino l'ho avuto a 12 anni, con un Ciao, poi sono passato ad uno Scarabeo Aprilia 50 con cui facevo cross; successivamente ho avuto una Vespa che mi ha accompagnato per una decina d'anni e poi ho preso un Yamaha Tenerè 600 con il quale però ho fatto un brutto incidente che mi ha tenuto lontano dalle due ruote per diversi anni, fino a che un giorno sono entrato in un locale dove ho visto esposta un'Harley Davidson V Road, sono rimasto folgorato e la mattina dopo l'ho comprata. Da quel momento non mi sono più staccato da questo mondo ed attualmente ho due Harley Davidson.

Com'è maturata in te l'idea di affrontare con Andrea un viaggio in moto così importante?

Il viaggio con Andrea, contrariamente da quel che tanti pensano, è stata una fuga. Una fuga perchè quando
si ha un ragazzo in famiglia con il problema dell'autismo è un terremoto devastante, quindi la prima cosa che ho pensato di fare per liberare un po' la mamma ed il fratello di Andrea è stata quella di prendere mio figlio e di andare via, lontano da casa per tre mesi. Mi son chiesto: cosa faccio in questi tre mesi? Dove vado? Beh la risposta è stata semplice. Faccio la cosa più bella che esista al mondo: il coast to coast in Harley Davidson, Miami - Los Angeles! D'altronde avevamo in casa questa situazione grave, negativa, pesante e non sapevamo più come gestirla; allora mi son detto, perchè non affiancare alla cosa peggiore del mondo, la cosa più bella del mondo? Il mix che ne è scaturito è stato straordinario.
Siamo partiti senza sapere se saremmo stati via tre giorni, una settimana, un mese.. ed alla fine siamo tornati tre mesi dopo!

Quindi, in previsione di un'eventuale coast to coast da affrontare, hai preparato Andrea per vivere un viaggio di lungo chilometraggio o quell'Harley rossa ha rappresentato la sua prima volta?

Andrea è sempre venuto in moto con me da quando l'ho ripresa dopo quel famoso
incidente, quindi sapevo che lui non avrebbe avuto problemi nello stare sulla moto, in quanto al resto, volutamente non ho preparato niente, proprio perchè potevo pensare che anche dopo un giorno sarei potuto tornare a casa. Dall'Italia ho prenotato solo un hotel a Miami per una notte ed ho noleggiato l'Harley, il resto è stata tutta una meravigliosa sorpresa, arrivata giorno dopo giorno.

Cosa ha simboleggiato per te "la moto" in questa avventura? Il mezzo che vi avrebbe aiutato a rompere gli schemi imposti da questa malattia? A raggiungere una sorta di libertà?

Userei le parole di Andrea: "mi sentivo un uccello in volo". E questa è la stessa sensazione che ho avuto io. Ed insieme abbiamo volato praticamente sopra tutte le Americhe.

E quindi Andrea credi che abbia vissuto il suo "mondo dietro la visiera" proprio con queste parole che mi hai citato?

Si, assolutamente, ed è una sensazione della quale ancora parla
(Andrea comunica scrivendo attraverso un computer, NDR), e che ha anche raccontato nel suo libro "Baci a tutti". Ormai c'è un Andrea "prima del viaggio", ed un Andrea "dopo il viaggio". Non faceva altro che comunicare delle belle cose vissute nella nostra avventura.

Quindi questo viaggio ha cambiato Andrea.

Si, completamente, quando siamo tornati indietro era un altro Andrea. Prima era un ragazzo che probabilmente vedeva la sua vita come un "non posso fare niente", la sua vita era andare al centro e giocare con i colori, credo sentisse forte il fatto di non poter fare quel che facevano gli altri ragazzi. Poi di colpo si è trovato sopra di una moto a percorrere 22.000 Km, ad attraversare 17 paesi, in mezzo a sciamani, indiani, a persone di ogni razza ed etnìa, a sentir parlare in tre lingue diverse (perchè abbiamo parlato inglese, spagnolo e portoghese), quindi secondo me lui è tornato indietro con la consapevolezza che se vuole, questa partita se la può giocare anche lui. E questo gli ha cambiato la stima e la fiducia in
sè stesso e da lì sono iniziati tutti i suoi progressi. Andrea era un ragazzo ingestibile, adesso viene a lavorare con me. 

Quindi è un'esperienza che ti sentiresti di consigliare a chi ha un familiare autistico?

Io la proporrei come esperienza obbligatoria, ma purtroppo non per tutti è possibile, prima di tutto per una questione fisica, alcuni ragazzi non possono fare delle cose del genere a causa della loro malattia, e secondo per una questione economica. Però consiglierei come esperienza obbligatoria quella di prendere questi ragazzi, tirarli fuori dalla bruttura dove li stiamo tenendo. Tieni presente che Andrea ha girato il mondo mentre chissà quanti altri sono chiusi dentro una stanza, come possono migliorare in questo modo? Quindi il viaggio in moto è stato
un simbolo, poi è diventato un libro (Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, NDR), adesso diventerà un film (il grande regista Gabriele Salvatores inizierà le riprese nel 2017, NDR). Ma quel che dico io è: prendiamoli questi ragazzi, portiamoli fuori! Almeno un giorno al mese prendiamoli e portiamoli a fare una passeggiata al parco! Gli cambiamo la vita. Andrea è completamente trasformato. 

Quindi tu concordi nel dire che il viaggio può essere una forma di terapia.

Il viaggio è una grande terapia. Solo chi non può permettersi di farlo, purtroppo, può non capire. Siamo abituati a fare viaggi di una settimana, di quindici giorni, io invece credo che dopo le tre settimane, dopo il mese, inizi un altro tipo di viaggio, un viaggio di tipo interiore. Io ed Andrea abbiamo fatto questa estate il cammino di Santiago, in due mesi, sempre camminando con lo zaino sulle spalle e anche questo è un viaggio che paragonerei a quello fatto in moto. 

Quale sarà il vostro prossimo viaggio insieme, hai dei progetti in mente?

Ho due progetti in mente ma sono ancora delle idee. Il primo sarebbe
quello di percorrere sempre in moto tutta l'Australia, compresa anche la parte più arida e più impenetrabile, l'altro sarebbe un giro partendo da casa (Castelfranco Veneto NDR) e percorrere tutto l'est Europa arrivando sino in Grecia e Turchia, risalire percorrendo Estonia, Lituania, fino ad arrivare nei paesi nordici della penisola scandinava, ridiscendere attraverso Danimarca, Olanda, Francia, Spagna fino ad arrivare in Africa e ritornare in Italia attraverso lo stretto di Gibilterra. Ma sono ancora dei progetti, dei sogni, si vedrà.

Mi vuoi parlare dell'associazione "I bambini delle fate"?

Si, premettendo che il sociale che esiste tutt'oggi in Italia è a livelli preistorici e si può riassumere in due sole parole: elemosina e carità. I volontari per fortuna esistono, ma arrivano
fin dove possono. Le donazioni un anno ci sono, l'anno successivo chi lo sa. Io, che sono un imprenditore, ho portato gli stessi meccanismi che esistono in un'impresa nel mondo del sociale. Per cui ho creato un'associazione dove non esistono volontari, non esistono donazioni, ma esistono manager, persone che prendono uno stipendio, budget, risultati ed obiettivi.  Non accettiamo donazioni ma facciamo dei veri e propri contratti che si rinnovano di anno e ad oggi sono 700 le aziende che ci sostengono in questo modo. La stessa cosa la facciamo con più di 2500 privati. Grazie a questo stiamo finanziando con importi molto importanti delle realtà. Stiamo distribuendo infatti più di 100.000 euro all'anno ad ognuna delle 50 associazioni che stiamo seguendo. I bambini delle fate vuole essere un'associazione ben organizzata, preparata, che guarda avanti, che si occupa di questi ragazzi. Mentre in Italia solitamente le varie realtà dipendono purtroppo da un volontario, sperando che questo arrivi, e da soldi che ormai non arrivano più da nessuna parte, nè da stato, nè da regione, nè dai comuni. Da nessuno.

Per chi volesse approfondire questo tema, il sito ufficiale dell'associazione I bambini delle fate lo trovate a questo link: I bambini delle fate mentre nella pagina Facebook chiamata "Franco e Andrea" potete seguire la parte più divertente, ironica e ludica di questa attività.



Grazie Franco, di averci fatti entrare nella vostra bella realtà e di averci fatto intravedere il vostro mondo..dietro la visiera.

A giovedì prossimo,
lamps!

Cry

_________________________________________________________________________

17/11/2016 IN MOTO DA FOGGIA ALLA GUINEA BISSAU PER UN SORRISO!

Si fanno chiamare "Bikers for life - in moto per un sorriso".
Ed il sorriso è quello che questi motociclisti cercano di donare a chi è meno fortunato di loro, durante i loro viaggi.
Il logo del loro gruppo non a caso è raffigurato da un disegno dell’Africa come palmo di una mano, da cui partono dita protese verso il nostro mondo; e poi la figura di un motociclista, insieme al motto Bikers for Life: basta solo uno sguardo al logo per capire quanto forte sia l’impegno e l’attenzione verso il continente africano. In questo articolo vi parlerò in particolar modo del loro progetto svolto durante il 2014, il "Progetto Guinea Bissau",
ossia un viaggio da Foggia a Livorno, con conseguente sbarco a Tangeri in Marocco, attraverso Marrakech, Bojodou, Dajla, nel deserto del Sahara. Cinquemila chilometri attraverso Mauritania e Senegal sino alla Guinea Bissau, con lo scopo di portare di persona alle popolazioni di quei territori i fondi raccolti per la costruzione di un asilo all’interno della casa di accoglienza Bambaran. «L’idea è nata per caso – racconta Giulio Loporchio, anima del progetto -: alcuni amici, rientrati dalla Guinea Bissau, ci hanno mostrato delle fotografie dell’orfanotrofio di Bambaran.
I volti di quei bambini, la loro realtà così distante dal nostro frenetico quotidiano hanno suscitato in noi il pensiero di unire la passione per i viaggi in moto alla solidarietà. Abbiamo così immaginato un viaggio con tanti chilometri, capace di aprire una strada e portare una speranza, sostenendo quell'orfanotrofio».
Uno sforzo durato qualche mese, che ha raggiunto l’obiettivo prefissato di 15.000 euro grazie al coinvolgimento della community BMW, sostenuto dai gruppi del Meridione: infatti ai quattro foggiani (Giulio Loporchio, Paolo Ranieri, Giannicola Caione e Cristian D’Emilio) si aggiunge il salernitano Mario De Luca; insieme hanno viaggiato verso l’Africa su quattro BMW ed una Ducati Multistrada. 
Dopo il trasferimento in nave dall'Italia hanno percorso così circa 5.000 km per raggiungere in tre settimane Bambaran dove i caparbi motociclisti hanno portato a termine con successo il loro obiettivo ossia quello di portare in maniera diretta, i fondi raccolti per la costruzione dell’asilo all'interno della casa di accoglienza e con esso sicuramente tanti, tanti sorrisi.
 Al ritorno raccontano infatti che è stata per loro una grandissima esperienza e che sono soddisfatti di quanto sono riusciti a fare durante questa missione.
„“Uno dei medici che svolge la sua attività di volontariato in quei luoghi - sottolinea Cristian - ci ha raccontato alcune delle storie di quei bambini. Molti sono disabili, abbandonati dalle famiglie proprio per le loro patologie. Altri hanno perso entrambi i genitori o sono stati recuperati per strada dagli stessi volontari, che li hanno sottratti a un triste destino. Questo ha reso la nostra missione ancora più forte. Sono stati pochi giorni ma intensi, ricchi di emozioni”.“
L'avventura dei "Bikers for life" continua con numerosi altri nuovi progetti, se ne volete sapere di più, ecco il link al loro sito ufficiale: Bikers For Life.
.. perchè, come amano dire questo gruppo di amici centauri: «Nel corpo di un motociclista, non scorre sangue, ma solidarietà».



A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

______________________________________________________________________


PER CHI SE LI FOSSE PERSI..... 10 BUONI MOTIVI PER STARE CON UN BIKER!

Ed eccomi a parlarvi dei dieci buoni motivi, a mio parere, per stare con un motociclista!

1) Il motociclista è di per sé anche un viaggiatore, uno a cui piace esplorare il mondo in sella alla sua moto, è sicuramente dotato di spirito avventuriero e saranno molto poche, durante il corso dell'anno, le volte durante le quali lo vedrete poltrire sul divano la domenica pomeriggio! Se anche voi siete dotate dello stesso spirito.. siete a cavallo! Lui sfogherà la sua voglia irrefrenabile di pilotare la sua due ruote portandovi nel contempo a visitare posti sempre nuovi!


2) Il motociclista è solidale e dotato di uno spiccato spirito di fratellanza, infatti in qualsiasi condizione, se un motociclista ne vede un altro in difficoltà, subito si fermerà ad aiutarlo. Dote da non sottovalutare, molto apprezzabile in un uomo!


3) Il motociclista apprezza di solito le piccole cose, per vedere infatti un panorama da un passo alpino o per ammirare un tramonto in riva al mare, sarà capace di fare anche 500 Km in una sola giornata!



4) Per lo più è un risparmiatore, sa che sperperare soldi non gli permetterà di comprare quel pezzo speciale o quell'accessorio al quale ambisce da tanto!




5) Il motociclista è sexy! Quello sguardo che si intravede da dietro la visiera, che accenna ad un sorriso ammiccante da sotto al casco, è qualcosa che ci fa letteralmente sciogliere! Anche tutto bardato con l'ultimo completo Dainese o Alpinestars di turno, la sua virilità non fatica a trapelare da ogni poro!





6) Un pilota difficilmente sa rinunciare all'adrenalina ed alle emozioni forti, e questo di solito è una sua caratteristica di fondo, quindi insieme a lui non vi annoierete proprio mai!





7) Per uscire con lui in moto non dovrete mai essere perfette, tanto il casco vi scombinerà i capelli e poi ai motociclisti non piacciono le tipe perfettine.. quindi rilassatevi! Fatevi carine, ma dite pure addio alla cipria sul naso ed allo specchietto da borsetta, sentitevi libere di essere spettinate!!! parola d'ordine: libertà!!:)






8) Il motociclista a forza di girare, sviluppa anche spiccate doti di orientamento e navigazione.. quando siete in sua compagnia quindi, non vi servirà dover studiare voi per prime mappe e cartine, lasciatevi portare, rilassatevi e lasciatevi trasportare da lui!






9) Il motociclista saprà sempre scovare un posto particolare, difficilmente raggiungibile in auto, dove portarvi a fare la gira romantica, che sia la caletta sperduta, la strada alpina, lo sterrato che sulle 4 ruote vi potevate dimenticare... ed in più non dovrete passare nemmeno le vostre domeniche nel traffico per raggiungere questi luoghi da sogno, cosa che invece l'automobilista deve sempre mettere in conto!!





10) Il motociclista ha una marcia in più rispetto agli altri, le sue doti alla guida fanno di lui una persona attiva, fantasiosa, creativa, adrenalinica, attraente... devo aggiungere altro?? Questi sono gli ottimi motivi per i quali io sto con un biker!!!

Il mio biker, Max!
______________________________________________________________________

19/05/2016 APPUNTAMENTO N° 29: UN VIAGGIO LUNGO IN MOTO SENZA TROPPE RINUNCE.. SI PUO'?? SI PUO', SI PUO'!!!


L'estate è ormai alle porte, voglio pertanto riprendere un discorso fatto qualche tempo fa, quando le vacanze estive erano ancora un lontano miraggio, a proposito del bagaglio per il cosiddetto viaggio lungo in moto e sul come organizzarsi per fare una vacanza sulle due ruote senza troppe rinunce. Ecco qualche semplice ma utile consiglio!

Se siete in procinto di fare il Viaggio con la "V" maiuscola in moto, ma se non vi siete mai cimentate con questa situazione (magari il massimo di tempo durante il quale siete state fuori su una due ruote è stato il classico weekend) la vostra testa sarà affollata da mille interrogativi: non sarà un viaggio con troppe rinunce? Cosa potrò portarmi? Ma soprattutto, quante cose NON mi potrò portare?
Non vi preoccupate, care zavorrine, perchè con una buona organizzazione ed ovviamente con qualche compromesso, farete il viaggio dei vostri sogni ed al ritorno dallo stesso capirete molte cose, dopo vi svelerò quali!
Si presuppone che la moto che userete per viaggiare abbia un bauletto, se poi siete super attrezzati avrete anche i due bauli laterali più la borsa da serbatoio. Se viaggiate col classico zaino allora si, qualche rinuncia in più potreste doverla mettere in conto! Altrimenti dovrete bene pensare a quanti giorni starete via, al fatto che i cambi li laverete giornalmente e quindi ne basteranno tre in tutto, per quanto riguarda l'intimo, giusto il tempo materiale di far asciugare il cambio lavato la sera precedente, magliettine che occupino poco spazio, il pantalone che avete addosso più un altro di ricambio, (se necessari) due costumi, asciugamani in microfibra che occupano poco spazio, un vestitino elegante, un paio di infradito, e da abbinare al vestito elegante un paio di piattine carine (le scarpe col tacco no, occuperebbero troppo!). Per quanto riguarda il beauty, portatevi giusto i due trucchi del quale non potete fare a meno, io sono solita portare dietro matita, ombretto, mascara e lucidalabbra, e per quanto riguarda shampoo, saponi e creme, durante l'anno fate il pieno di campioncini! Occuperanno così pochissimo spazio e faranno egregiamente il loro dovere! 
Se poi siete fortunati, ed avete un punto di riferimento dove andrete a stare (potrebbe essere il camping di turno, l'hotel, l'amico o il parente in zona) potreste addirittura pensare di poter spedire prima della vostra partenza un pacco, con le cose più ingombranti alle quali senza questo appoggio rinuncereste e prima del vostro ritorno rispedirvelo a casa, magari con l'aggiunta di qualche souvenir o qualche prelibatezza del posto!

Cosa sono le cose che capirete al ritorno dal cosiddetto viaggio lungo in moto? Prima di tutto se siete portate o meno per questo tipo di esperienza, infatti per quanto possa piacervi il giretto in moto sul lago alla domenica col vostro moroso, non è detto che abbiate la tenacia e la resistenza per affrontare tratte di 350 - 400 Km (ed oltre) al giorno, sotto condizioni atmosferiche di qualsiasi tipo. Oltre questo, capirete quanto a volte siamo davvero troppo legate al superfluo!
La nostra V caricata per il weekend
a Lignano Sabbiadoro
 Quante volte in vacanza ci siamo portate decine e decine di vestiti, scarpe, magliette, col finire per usarne nemmeno la metà? Capirete che l'apparire è la meno importante delle cose, quando si può vivere un viaggio appagante da una marea di altri punti di vista: il vivere sulla tua pelle l'emozione data dalla strada che ci scorre sotto alla sella, quando puoi sentire profumi che dalla macchina, coi finestrini chiusi e l'aria condizionata a tutto gas, mai e poi mai assaporeremmo, quando salti tutte le code per arrivare nella spiaggia rinomata del luogo e parcheggi direttamente in riva al mare, sorridendo da dietro alla visiera agli automobilisti nervosi che ti guardano dalle file interminabili sotto al sole, o meglio ancora quando raggiungi con la due ruote posti inaccessibili alle automobili, andando quindi a scovare calette e posti non affollati dal turismo di massa. Lì, capirai che avere ogni giorno addosso una maglietta di colore diverso è la cosa meno importante della vacanza, la cosa davvero importante è che tornerai da questo viaggio con un bagaglio di emozioni, ricordi, sensazioni, ed anche soddisfazioni personali, che solo un viaggio in moto ti può dare. Non da ultima, il feeling col tuo biker: se non avete litigato ogni giorno per il "carica" e "scarica" il bauletto, operazione certosina per far entrare al millimetro ogni oggetto che ti sarà necessario durante la giornata e che dopo ogni sosta matematicamente non riesce più ad entrare nel contenitore come alla mattina quando tutto si incastrava perfettamente stile tetris, se quando beccherete un acquazzone in un posto sperduto e vedrete gli altri andarsi a riparare nelle auto, mentre voi vi terrete stretti stretti riparandovi alla bell'e meglio nei vostri completi da pioggia ridendoci su, se anche dopo le centinaia di km macinati, quando vi fermate per la sosta vi guardate pensando di aver raggiunto insieme un'altra meta, stanchi ma felici e con l'adrenalina a mille, sapendo il tipo di viaggio che affronterete insieme, beh state sicure che non rimpiangerete la magliettina in più che avrete lasciato a casa, vedrete che un'esperienza del genere vissuta insieme non può che far accrescere il vostro affiatamento (o nel caso contrario... rientrerete dalla vacanza in autostop!!) Sono troppi gli elementi sul lato positivo della bilancia che vi faranno capire che un viaggio in moto, è IL grande viaggio!!

Allora buone vacanze... in moto!!!

a giovedì prossimo, lamps a tutti!

Cry

_____________________________________________________________________

12/05/2016 APPUNTAMENTO N° 28 CHANTAL COURNOYER E LA TRAVERSATA DELLE TRE AMERICHE.  

Chantal studiò per diventare una cuoca e lavorò per quindici anni in grandi cucine industriali. Dopo di che, passò a lavorare per dieci anni nel settore motociclistico. 
Il suo primo ricordo a proposito di moto risale a quando da studentessa si trovava in Svizzera. Stava facendo uno stage presso una scuola di cucina e conobbe la fidanzata di un suo amico svizzero che guidava una moto sportiva e si ricorda di essere stata molto colpita dal vedere una donna che si destreggiava nella guida di un bolide a due ruote. 
Cinque anni dopo comprò la sua prima moto, una Harley-Davidson Sportster che guidò per dieci anni. Poi passò ad un Harley grand touring e un anno dopo iniziò a lavorare per il più grande concessionario Harley e BMW in Quebec. Ebbe l'occasione di essere a Milwaukee per il 100 ° anniversario di Harley-Davidson e fu per lei qualcosa di enorme il fatto di essere testimone di un evento del genere. L'amicizia e l'atmosfera che si respiravano nell'aria erano incredibili, ricorda Chantal.
Dopodichè passò a guidare diverse altre moto - una Yamaha FJR1300 ed un 1200 GS al quale ha fatto fare 175.000 Km, forse questa la sua preferita. 
L'idea di base di partire per un viaggio lungo le Americhe le venne dopo aver visto Long Way Round (una serie televisiva inglese, riportata anche in DVD e da cui è stato anche ricavato un libro, che parla di un viaggio di circa 31.000 km fatto dall'attore Ewan McGregor, dall'amico Charley Boorman e dal cameraman Claudio Von Planta da Londra a New York su tre maxi-enduro BMW, NDR); prima di ciò non immaginava che fosse possibile fare un viaggio del genere. Si rese così conto che questo era ciò che voleva fare. Così iniziò a sognare e dire a tutti che un giorno avrebbe lasciato tutto per fare questo viaggio, da sola o no. Pochi anni dopo, incontrò il suo attuale ragazzo, un pilota enduro.
Quando gli parlò dei suoi piani, lui subito si mostrò disposto ad unirsi a lei. Il giorno dopo, Chantal si licenziò. Dal momento che stava lavorando per un concessionario BMW ed il suo capo era stato anche un pilota, ha capito cosa l'avesse spinta a fare quella scelta così drastica.
Ci vollero circa cinque mesi per preparare il viaggio. Decisero di attraversare le Americhe - Nord, Centro e Sud. Lei su una 1200GS e il suo ragazzo su un 1200GSA. Partirono il ​​3 luglio 2012. Quel giorno Chantal era felice e triste allo stesso tempo. Ma alla fine partire fu per lei una sensazione incredibile, stava realizzando finalmente il suo sogno, accarezzato e coltivato per così tanti anni. 
Partirono così da Vaudreuil-Dorion, una città a 40 km a ovest di Montreal, diretti a nord fino in Canada verso la Yukon, poi a Inuvik, la città più settentrionale del Canada. Si diressero poi verso l'Alaska e successivamente verso sud lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, entrando in Messico attraverso San Diego, Baja California, per poi visitare il Centro America.
A Panama, imbarcarono le moto su una barca a vela per Cartagena, Colombia.
Il loro viaggio continuò poi attraverso l'Ecuador, Perù, Cile, Bolivia e poi in Argentina. Arrivando a Ushuaia - la meta del loro viaggio pianse come una bambina.
Un aneddoto divertente che Chantal ricorda di questo viaggio risale a quando lei ed il suo ragazzo erano accampati in Alaska prima di dirigersi a nord verso Inuvik sulla Dempster Highway, tracciato di ben 736 km di strada sterrata. Era mattina presto e Jean la svegliò e disse: - "Chantal, penso che ci siano alcuni orsi intorno alla tenda."
Sentivano che c'era qualcosa/qualcuno che annusava la tenda e che camminava intorno a loro. Intanto le scappava fortissimo la pipì, ma aveva paura di andare fuori. Sono rimasti per un tempo infinito con il fiato sospeso all'interno della tenda e senza muoversi. Infine, hanno sentito i passi che si allontanavano così Jean guardò fuori dalla tenda: erano solo due cani che vagavano nel campeggio. Fu così che finalmente lei potè uscire dalla tenda e corse per andare in bagno più veloce poteva!
La parte che preferì del suo viaggio fu incontrare e confondersi con la gente locale e conoscere i loro usi e le differenti culture. 
Un altro grandissimo viaggio fatto da un'intrepida donna, all'insegna del "volere è potere"!

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry



____________________________________________________________________

05/05/2016 APPUNTAMENTO N° 27: LAIA SANZ, LA STELLA DELLA DAKAR.

Laia ha iniziato molto presto ad andare in moto, quando aveva solo 2 anni. A quell'età suo padre la portava sopra il serbatoio della sua moto e lei poi cavalcava la sella di una bicicletta cercando di imitarlo. 


A casa tutti avevano qualcosa a che fare con le due ruote, ed anche suo fratello Joan non poteva essere da meno: da piccolo aveva una Cota 25, una moto per i bambini, ed un giorno, mentre si riposava, la prese senza che nessuno se ne accorgesse: aveva solo 4 anni ed era già chiaro ciò che le piaceva.

Imparò ad andare in moto velocemente e nel 1992 fece la sua prima gara approfittando di una prova del Campionato Catalunya bambini nel suo villaggio, Corbera de Llobregat. Sua madre la incoraggiò a partecipare; arrivò ottava ed ultima, ma fu molto felice e desiderosa di tornare a ripetere quell'esperienza. 


L'anno successivo fece fatto tutto il campionato, ma la prima vittoria nelle categorie maschili non sarebbe arrivata fino al 1997. Nello stesso anno partecipò alla sua prima prova femminile contro ragazze di tutto il mondo, un'esperienza che da lì in poi si sarebbe ripetuta più volte.

Anno dopo anno, diventò sempre più brava nelle gare  femminili e nel 1998 diventò la prima campionessa europea (non ufficiale). E 'stato in questo momento che, essendo l'unica ragazza nel campionato di Spagna, cominciò a prendere forma l'idea di fare di questo sport una professione. 


Nel 2000 visse una delle sue migliori stagioni: contro ogni previsione, vinse il campionato spagnolo nella categoria cadetta maschile. Anche in questo caso era l'unica ragazza e dato che tutti i partecipanti avevano già vinto titoli mondiali più prestigiosi, questo fu uno dei trionfi che le diede più soddisfazione.

Sempre nel 2000 corse nel campionato del mondo e nel campionato europeo femminile, dove arrivò rispettivamente prima e seconda. Nel 2001 riuscì a ripetere il risultato, ma nel tra il 2002 e il 2006 ottenne un quarto, quinto e sesto posto nel mondo juniores maschile. 


 A 24 anni aveva già vinto 10 titoli mondiali, 9 europei e 4 vittorie per le squadre Trial nazionali. A quell'età fece il suo debutto nel mondo dell'enduro femminile dove non aveva sino ad allora quasi nessuna esperienza ed arrivò terza. Questo fu uno dei requisiti che le permise di preparare la Dakar, il suo sogno d'infanzia che diventò realtà nel 2011 e non solo partecipò, ma vinse il Trofeo femminile e si posizionò 39 ° nella classifica generale assoluta.

Nella quarta tappa della Dakar 2016 Laia Sanz è stata autrice di un gesto da vera campionessa che non tutti,
al suo posto, avrebbero compiuto. La spagnola, infatti, sebbene stesse correndo un tratto cronometrato spettacolare, tra l'undicesimo e il quattordicesimo posto, non ha avuto dubbi sul da farsi quando, all'altezza del chilometro 402, si è trovata davanti il pilota Pela Renet (Husqvarna) vittima di un incidente. Laia ha sacrificato il risultato della sua tappa ed è rimasta al suo fianco fino all'arrivo dei soccorsi: “Mi sono spaventata molto quando ho visto Pela inerme. Non era cosciente e subito ho pensato al peggio.
Non reagiva e ce n'è voluto di tempo perché riprendesse conoscenza. Ho provato ad avvisare l'organizzazione ma non riuscivo, dopo vari tentativi ho chiamato il mio capo del team Alex Doringer con il mio telefono, affinché avvisasse e da lì a poco è poi arrivato l'elicottero medico, ma in tutto questo era già passata mezz'ora”. Successivamente l'organizzazione ha comunicato che il francese aveva un trauma cranico oltre ad alcune lesioni e non era in gravi condizioni. La Sanz ha continuato: “All'inizio della tappa Pela mi ha superata e mi è andata bene perché l'ho seguito, questo mi ha permesso di essere più veloce. Ho superato David Casteu e Ivan Cervantes,
ed ero sempre a un minuto o mezzo minuto da Pela, fino a quando non l'ho trovato steso per terra. Quando ho ripreso la mia gara sono stata più lenta, perché quando trovi un incidente di questo tipo rimani un po' provata”. 

La 37esima edizione della Dakar si concluse con un ottimo risultato per lei: prima tra le donne e nona nella classifica assoluta, la migliore donna motociclista di sempre in questa massacrante gara. 

E da qui in poi, siamo curiosi di vedere come e quanto si amplierà il palmares di questa grande donna che non ha di certo paura di sporcarsi di fango!!

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

_________________________________________________________________________

28/04/2016 APPUNTAMENTO N° 26: MELUSINE MALLENDER ED I SUOI VIAGGI, MIX TRA GRANDE AVVENTURA E FINE SOCIALE.

Viaggiatrice esperta, Mélusine Mallender con i suoi raid ha sempre cercato di coniugare l'avventura con il fine sociale. 


Nel suo ultimo viaggio, il filo conduttore è stato quello inerente la libertà nei paesi attraversati. 

Ma in un precedente viaggio fatto in paesi musulmani, il tema era stato l'uguaglianza dei diritti fra uomo e donna. Allora guidò per 25.000 km attraverso 19 paesi, con il suo compagno, l'esploratore Christian Clot, che dovette raggiungerla alla frontiera con l'Iran per mettersi alla guida della moto, perché in quel paese le donne non possono guidare.

La sua passione per i viaggi viene da lontano. Iniziò a cavalcare una due ruote appena diventò maggiorenne, con una Honda Varadero 125 con la quale fece il giro della Francia. Poi alcuni viaggi fece alcuni viaggi durante i quali lavorò come volontaria: 2 mesi in Togo per insegnare inglese, 2 mesi in Thailandia. Quindi Vietnam e Cambogia. E un'avventura di 6 mesi in Patagonia, a piedi ed in kayak insieme a Clot, sulle tracce di antiche tribù scomparse.

Il suo vero interesse però era la moto. Nel 2010 attraversò l'Asia Centrale, da Parigi a Vladivostok, in sella alla sua Varadero 125, che al momento della partenza aveva già 110.000 km. Dorme in tenda o presso famiglie che la ospitano, e a fine avventura il budget impegnato sarà di soli 5000 euro! 


È in questa occasione che girò il suo primo documentario: "un giorno, bisogna partire...". Poi, l'anno dopo, il già citato viaggio "Le strade persiane", che la porta fino in Kirghizistan su una Varadero 800. E qui nacque il secondo documentario. 

Il primo viaggio in solitaria lo fece proprio in sella alla Varadero (alla faccia di chi le diceva che la 125 non sarebbe stata adatta a grandi viaggi), partendo da Parigi. Destinazione? Tokio. 


A questo viaggio ne sono succeduti diversi altri, l'ultimo dei quali "I grandi laghi d'Africa", un viaggio attraverso zone tanto splendide a livello di scenari naturali e paesaggistici, tanto difficili per quanto riguarda la situazione sociale e politica. 

La sua Varadero 125 è per lei "ben più che un semplice mezzo, questa moto rappresenta l'idea semplice che posso partire quando voglio, andare dove mi piace, vivere una indipendenza che si traduce in una semplice parola: libertà".

"Difendo l'idea che ogni persona deve avere accesso alla libertà, sia di agire che d'espressione. Intendo il mio viaggio come un'ode alla libertà rappresentata da una donna sola in viaggio con una moto".

Per ulteriori informazioni, foto e documenti sui grandi viaggi effettuati da questa donna, vi rimando al suo sito internet www.melusinemallender.fr (in francese NDR).

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

_____________________________________________________________________

21/04/2016 APPUNTAMENTO N°25: VIVERE UNA PIACEVOLE SOSTA DURANTE UN GIRO IN MOTO SUL LAGO DI COMO, NELL'OASI DI PACE DI VILLA CARLOTTA A TREMEZZO!

Un classico per i motociclisti lombardi, ed in particolare per quelli milanesi, è alzarsi la domenica e decidere di andare a fare un giro domenicale sul lago di Como;
se si sceglie di percorrere la strada SS340 che corre lungo la sponda occidentale del ramo del celebre lago, vi imbatterete in paesaggi romantici e mozzafiato, percorrerete strade per lo più ben asfaltate e quindi piacevoli per chi guida una due ruote, e lungo il vostro percorso incontrerete dei deliziosi paesi, dove fermarvi per una sosta così da poter ammirare il panorama da angoli sempre diversi, in particolar modo risalendo verso nord alla volta di Menaggio, troverete Argegno, una delle località più frequentate del lago di Como sia come luogo di soggiorno che di transito. Da qui, infatti una strada percorre la Valle d'Intelvi, che congiunge il lago di Como a quello di Lugano. Spostandovi ancora più a nord, troverete la località di Tremezzina, e qui vi attireranno subito, spostando lo sguardo sul lato sinistro della statale, i colori sgargianti dei fiori che costituiscono il meraviglioso giardino di Villa Carlotta, una bellissima dimora dal colore bianco che fu fatta costruire in questo luogo alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici.


A me è bastato passare una sola volta davanti a questo trionfo di colori per decidere di voler visitare la location in modo più approfondito non appena ne avessi avuto il modo. Ed infatti è una visita che consiglio a tutti coloro che si trovassero a passare di qui.
I giardini colpiscono sin da subito per l'enorme cura ai dettagli con il quale sono tenuti, si vede che nulla è lasciato al dettaglio e l'occhio rimane piacevolmente stupefatto di fronte alla vista di aiuole, siepi, statue e giochi d'acqua. Anche l'olfatto è subito inebriato dai profumi delle differenti specie di fiori che si intrecciano tra loro nell'aria. 
Mi piace molto il fatto che questi 8 ettari di parco, siano suddivisi in diverse zone, e che passeggiando spensieratamente lungo i sentieri, ci si senta sovente catapultati in un altro mondo ed in una differente dimensione: dalle cinque terrazze all'italiana che si trovano proprio davanti alla villa, con alte siepi di camelie, con due bellissimi tunnel di agrumi profumatissimi, con le piante di papiro e le numerose rose che decorano le pareti, è un attimo ritrovarsi tra distese di azalee di differenti colori, dai più tenui ai più sgargianti, ma ancora qualche passo in avanti e si verrà sorpresi da una scenografia realizzata con materiale vegetale atta a creare un ambiente affascinante: un tracciato erboso e sinuoso che sale lungo i fianchi della montagna, delimitato da arbusti, verso un punto di fuga costituito da un fondale di alte conifere. È un autentico "teatro di verzura" in senso moderno, al cui fascino nessuno può resistere. Oltre al tappeto erboso alcune piante sono qui regine: l'azalea, i rododendri, le palme e sulla destra uno straordinario glicine secolare, vera e propria scultura naturale.
Più avanti ci si immerge in un bosco di rododendri, alberi che creano infiorescenze ad ombrella con 15-20 fiori di un bel rosso, o talvolta anche rosa o bianchi; 
l'occhio è stupefatto di fronte a tali macchie di colore intenso! Ma se la camminata prosegue, si sentirà subito sulla pelle il cambiamento di clima e l'umido che si fa più intenso, infatti ci si ritroverà nella cosiddetta "valle delle felci", dove una forra naturale è stata arricchita con l'aggiunta di platani e tigli, ma soprattutto di piante esotiche come le grandi felci arborescenti e palmiformi originarie dell'Australia; l'effetto sorpresa è assicurato, qui diverse volte mi sono chiesta com'era possibile avere intorno a me una vegetazione del genere essendo sul lago di Como, e non in un paese esotico! La stessa sensazione si ha entrando nel giardino dei bambù, qui la sensazione predominante cambia geograficamente e ci si sente in tutto e per tutto in un giardino giapponese: le alte canne di bambù, in un contesto di grande armonia tra cascatelle, ruscelli e strutture in pietra. 
La scalinata di accesso al giardino è sovrastata dal portale Torii che segna l'ingresso alla parte del giardino più tipicamente orientale, una zona strutturata a stanza su due differenti livelli; quello più interno circondato da un boschetto di bambù giganti è un'oasi di tranquillità in cui si possono apprezzare appieno luci, forme, suoni e colori che nell'armonica unione tra acqua e bambù mutano nel corso delle ore della giornata.
Questo è l'angolo di giardino ideale se si vuole lasciar spazio alla propria mente di viaggiare verso posti lontani e meditare, o per lo meno, per la sottoscritta è stato così. Oltre a questa distesa di parco, sulla sinistra di villa Carlotta, è possibile ammirare anche il giardino vecchio, dove ho apprezzato particolarmente il romantico scorcio offerto dalla fontana dei nani, costruzione fatta a scalette e cascatelle, scenograficamente concentrate in pochi metri di ripido pendio ed oltre a questo, i vasi di piante aromatiche, dove ne ho apprezzato e riconosciuto svariate qualità e talvolta anche rare. Oltre alla visita nella splendida location naturale, è possibile visitare anche la villa al suo interno ed il museo che essa ospita; alcune delle opere che è possibile ammirare al suo interno sono Amore e Psiche giacenti di Adamo Tadolini, Palamede di Antonio Canova, L’ultimo addio di Romeo e Giulietta di Francesco Hayez.
In conclusione, Villa Carlotta, con i suoi giardini, è un'oasi di pace dove poter passare qualche ora in una magica atmosfera, rilassante, rigenerante, e da dove poter ammirare scorci impagabili sul lago di Como, magari seduti su una delle numerose panchine posizionate in punti panoramici strategici, seduti sulle quali la mente vaga lontano nell'intento di lasciare alle spalle i problemi di tutti i giorni e le sensazioni negative, e con l'unico intento di catturare dentro sè la bellezza, i colori, i profumi, la magia che questo luogo è stata capace di donare anche a me. 
A giovedì prossimo,
lamps a tutti!
Cry


_____________________________________________________________________

14/04/2016 APPUNTAMENTO N° 24: SHERRI JO WILKINS ED IL SUO GIRO INTORNO AL MONDO CON IL "BECAUSE I CAN" TOUR! UN MOTTO, UN CREDO, UNO STILE DI VITA!

Nata ad Indianapolis, nel Midwest degli Stati Uniti, Sherri Jo è da sempre vissuta in periferia; dopo aver frequentato il college ha cominciato lavorare per la sua azienda di famiglia. Ma durante tutta la sua vita l'ha accompagnata sempre un forte desiderio di avventura che non sarebbe mai andato via. 
Sherri avrebbe da sempre voluto viaggiare per il mondo e voleva ad ogni costo trovare un modo per poterlo fare. Ha sempre creduto fortemente nel destino. Fu così che quando meno se lo sarebbe aspettato, il fato le offrì la prima opportunità di realizzare in parte questo sogno, facendole incontrare un uomo che le chiese di unirsi a lui, a bordo di uno yatch, con l'obiettivo di salpare verso le isole del Pacifico, per un periodo non specificato di tempo.
Così Sherri mise in vendita la sua casa in Indiana e con grande stupore della sua famiglia fece le valigie e fu così che iniziò la sua nuova enorme avventura da viaggiatrice. Questa decisione fatidica la portò in un viaggio intorno alle isole con una troupe cinematografica per girare un documentario ed ebbe così l'occasione di vivere quella che in molti definirebbero "il sogno di una vita".
In questo periodo si innamorò dell'Australia, in particolare delle zone del sud, e così decise di andare a vivere lì e di diventare cittadina australiana. Dopo questa lunga avventura per mari ed oceani, Sherri Jo riprese col godersi la vita personale ed i frutti del suo lavoro, quando presto tornò a chiedersi se il tran tran di ogni giorno, la solita routine insomma, fosse tutto quello che c'era da vivere o se fosse possibile per lei spingersi oltre. Dopo diversi mesi di ricerche per provare ad avviare una nuova attività, ebbe una felice intuizione: dimenticò presto le idee di business e pensò "perché non girare tutto il mondo alla guida di una moto?" Notare che Sherri ai tempi non possedeva nemmeno una moto! Piccoli dettagli. Così, nel 2010, il "because I can World Tour" prese vita. Questa grande avventura ha portato Sherri Jo in un tour in solitaria attraverso 49 paesi, 138.000 km per una durata di 3 anni e mezzo, su di una KTM 1190 Adventure R. 
Perchè cimentarsi nel viaggiare il mondo da sola su una moto?
Bene, la sua risposta a questa domanda è sempre stata: "perchè io posso"! (because I can, nome del suo tour  NDR).
Ogni volta che nella sua vita è stato il momento di voltare pagina è scattata in lei la grande voglia di cimentarsi in una nuova impresa e da lì il pensiero di come avrebbe potuto abbinare la sua passione per i viaggi con una grande nuova avventura, che sarebbe poi combaciata con un nuovo scopo di vita. 
Quando viveva negli Stati Uniti aveva posseduto e guidato una Harley per un paio di anni, ha lavorato come copilota di aerei leggeri, poi il viaggio sullo yacht badando a schivare i pirati attraverso le isole del Pacifico - sicuramente il giro del mondo su di una moto è stato per lei il successivo passo logico da fare, avrà pensato questa intraprendente donna.
Le sfide sul piatto sono state grandi: quale moto scegliere, dover pianificare i visti necessari da ottenere, oltre che scegliere e prenotare il trasporto per sè stessa, oltre che per la moto; tutte queste pratiche burocratiche l'hanno impegnata per moltissime ore sin da prima della partenza. Tuttavia, fa anche questo parte dell'avventura e sicuramente ne sarà valsa la pena. E ne è valsa davvero la pena visto che questa donna è tornata da questo viaggio arricchita, soprattutto nell'animo, come lei ama dire, e forte del suo motto "che lei può", ora più che mai, dopo aver testato le sue capacità, la sua resistenza, fisica ed emotiva, e le sue doti di centaura/avventuriera!! 
La prossima sfida che Sherri Jo sta per intraprendere è il "because I can Australia" tour, in quanto ora ha una nuova moto, una Triumph Tiger 800 XC, e dice di aver voglia di esplorare per bene il proprio paese d'adozione, del paese che l'ha fatta innamorare perdutamente di sè, questo è il suo prossimo obiettivo, il suo prossimo scopo di vita.

Una storia per chi come me la pensa "chi si ferma, è perduto!".

Per chi volesse leggere di più a proposito di questi tre anni pazzeschi in giro per il mondo, questo è il link al suo blog personale http://sherrijosbecauseicanworldtour.blogspot.it/.

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

___________________________________________________________________________


07/04/2016 APPUNTAMENTO N° 23: MIRIAM ORLANDI DUE ANNI IN MOTO LUNGO LE AMERICHE PER RISCOPRIRE SE STESSA E IL SENSO DELLA VITA.

Un viaggio durato due anni, stracolmo di avventure, belle e brutte, all'insegna del motto: «Io parto». E così ha fatto Miriam Orlandi, osteopata 38enne di Torbole che l'11 ottobre del 2008 è partita dalla sua cittadina natale per affrontare «il grande viaggio con me stessa in sella alla mia Cocca». La «Cocca» è una Bmw R 100 Gs serbatoio Parigi-Dakar che Miriam ha voluto «umanizzare», da vera compagna di viaggio. Brescia - America Latina e ritorno.
Da dove è nata in questa donna tutta questa voglia di affrontare un viaggio così lungo ed impegnativo?
Dice di essersi resa conto che, dopo dieci anni di lavoro sistemando le ossa e la vita degli altri, aveva bisogno di dedicare un po' di tempo a sè stessa. Il sogno di visitare l'America del Sud la accompagnava sin da piccola, così senza starci tanto a pensare è partita.
Dopo aver cercato uno spedizioniere che traghettasse la Cocca al di là dell'Atlantico, a Buenos Aires, Miriam ha fatto i bagagli ed è partita. Grazie al passa parola di amici e parenti, molte ditte bresciane si sono offerte di regalarle abbigliamento e accessori da viaggio. A quel punto non restava che acquistare un volo di sola andata e iniziare l'avventura. 
Dopo dieci giorni trascorsi in Argentina è partita alla volta dell'Uruguay dove ad attenderla c'erano le suore Benedettine di Cemmo che per una settimana  l'hanno ospitata in cambio di qualche ora di lavoro all'interno del loro piccolo ambulatorio medico. Da lì, la discesa verso il Brasile e le cascate di Iguazù. Dopo pochi giorni ripartite per l'Argentina, in direzione della penisola Valdez dove ha ammirato la riproduzione delle balene e lo svezzamento dei loro cuccioli.
LÌ Miriam incontra Miguel, un viaggiatore argentino, e Beto Bubas, l'uomo che sussurava alle orche selvatiche, da cui impara «che la potenza fisica può racchiudere una grande dolcezza d'animo». Il tempo di ricaricare il «karma»
e Miriam è di nuovo in sella alla Cocca per scendere verso sud, in direzione Usuaia, nella Terra del fuoco ricoperta di neve, dove festeggia il Natale in compagnia di un gruppo di viaggiatori tedeschi. Giusto il tempo di raccogliere le proprie cose e il giorno dopo, il 26 dicembre, Miriam riparte alla volta di Rio Gallego per incontrare una coppia di amici di Singapore che aveva conosciuto un mese prima a Porto Madryn. Un giorno di sosta e via verso il Cile, dove per tre giorni ha alloggiato nel giardino di Andres, un viaggiatore argentino. 
Poi lo zig zag tra Cile e Argentina per giungere a Santiago del Cile dove Miriam alloggia per una settimana a casa di Carla, una vecchia compagna di facoltà che si è trasferita lì da cinque anni. Ma Miriam ha sete d'avventura e in sella alla Cocca decide di attraversare le Ande e il loro paesaggio surreale, fatto di miniere abbandonate ed edifici decadenti per raggiungere Mendoza. Lì conosce Camilla, una 70enne di Parma che si è trasferita lì quattro anni prima per sfuggire al caro vita italiano che l'aveva messa in ginocchio. Dopo 15 giorni di «calore italiano» la motociclista bresciana decide di ripartire alla volta di Lima. Da lì il ritorno in Cile per giungere in Bolivia.
L'altitudine, 4000 metri, inizia a crearle qualche problema fisico e dopo aver attraversato quattro fiumi, la Cocca la abbandona per un guasto agli ammortizzatori che le costa una sosta forzata di tre mesi in Bolivia, in attesa del pezzo di ricambio dalla Germania. Qui le prime difficoltà nel trovare alloggio e alimentari. Ma la provvidenza, terza compagnia del suo viaggio, le fa conoscere Johnny, un medico boliviano che la ospita nella sua reggia e le offre una stanza con tanto di vasca Jacuzzi!

Ad aprile, Miriam riesce a ripartire e raggiunge il Perù. L'ospitalità degli indios di Vilcabamba, le missioni Mato Grosso e gli abiti sgargianti dei peruviani le ridanno la carica per continuare il viaggio. Per racimolare il soldi necessari a riparare la moto lavora in un hotel insegnando alla cuoca la cucina italiana. Poi un altro stop in Colombia in attesa del veliero che la accompagni a Panama, dove resta per un mese a lavorare in un ostello dipingendo ante e lavando lenzuola.  
Da lì, via verso il Costa Rica, dove un nuovo guasto ferma la Cocca per tre mesi. Sistemata la moto, Miriam riparte per il Nicaragua dove incontra un bresciano che, riconosciuta la targa, la invita a trascorrere qualche giorno di vacanza insieme alla sua famiglia. Poi arrivano l'Honduras, tre giorni, El Salvador in 24 ore, Guatemala, un mese, e Messico dove Miriam lavora come volontaria per impedire il furto delle uova di tartaruga. 
Siamo al giugno 2010 quando Miriam raggiunge gli Stati Uniti. Prima tappa: San Diego. Poi Los Angeles, San Francisco e la sfida culinaria con Jean Luc, un amico francese. Dopo 21 mesi di sole e temperature tropicali, arriva nello stato di Washington dove ad aspettarla c'era l'inverno, ma non si scoraggia e prosegue per il Canada e si addentra nel suo clima gelido. Gli alberghi erano troppo cari, così decide di alloggiare in tenda, ma una volpe le ruba il cibo durante la notte e per due giorni rimane digiuna. Da lì, la tirata verso l'Alaska e il Circolo Polare Artico, dove Miriam raggiunge il luogo limite della terra, e del suo viaggio. 
Due giorni dopo Miriam e la Cocca sono di nuovo in Europa, a Monaco. Il tempo di riposare e dopo sei ore Miriam è a Torbole, a casa, dove la mamma, il papà e il fratello la accolgono con le lacrime agli occhi e le braccia spalancate. In due anni dice di essere cresciuta come persona, di aver fatto chiarezza in sè stessa e di aver definito bene ciò che vuole da ciò che non vuole. Ora dice di essere pronta per tornare alla quotidianità, per innamorarsi e magari anche per aprire uno studio indipendente di osteopatia. Quindi un'esperienza che ha fortificato questa donna, donandole chiarezza di vedute e rigenerandola. Viaggiare è anche questo e quando lo si fa facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze, sulle proprie capacità, arrivare al traguardo ed a ciò che ci si era prefissati dà sensazioni immense e dona la consapevolezza che al mondo non esistono limiti, se non quelli mentali e sociali che ci diamo noi stessi o che talvolta ci vengono imposti. Un "grazie" anche a quest'altra grande donna viaggiatrice dalla quale tutte noi donne (e non solo!) possiamo trarre ispirazione.

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!


Cry

____________________________________________________________________

31/03/2016 APPUNTAMENTO N° 22: ANCHE QUESTO FA PARTE DEL MIO VIAGGIARE. UNA ZAVORRINA AL CHOCOMUSIC DI RIVA DEL GARDA.

Nelle vesti di zavorrina, finora nei miei appuntamenti del giovedì vi ho sempre raccontato della mia passione per i viaggi in moto, della passione di grandi donne 
che hanno compiuto importanti imprese sulle due ruote, questa volta ho deciso di parlarvi di un'altro tipo di passione: di quella di una ragazza che ho conosciuto durante il mio ultimo tour motociclistico "TRA IL BENACO, L'AZZURRO, L'ERIDIO E.....", il suo nome è Ilaria; in particolar modo, la passione di questa giovane donna per i territori nei  quali vive e l'amore per la sua città, Riva Del Garda, l'hanno portata ad organizzare ed a costruire l'evento "Chocomusic", che quest'anno ha raggiunto la sua terza edizione, dando modo a grandi e piccini di incontrarsi nel magnifico scenario offerto da una delle città più belle dell'alto Garda, in occasione dei giorni a cavallo della Pasqua, in un momento di aggregazione, di scoperta della cittadina, di attività dedicate alle famiglie, che ha rallegrato, ravvivato e reso ancor più dolci le festività pasquali dei turisti trovatisi a Riva durante queste giornate; infatti dal 24 al 28 marzo è stato tutto un susseguirsi di numerose attività: dai cooking show dello chef patissier Domenico Spadafora, 
Lo chef Domenico Spadafora
che io e Max abbiamo avuto la fortuna di veder creare dal vivo delle vere e proprie prelibatezze, alle varie degustazioni di cioccolato; dalle lezioni per adulti, ai laboratori per bambini. In particolar modo, una trovata a mio parere geniale, è stata quella delle associazioni Garda Outdoors e Genitori e dintorni, che hanno organizzato una caccia al tesoro; ma non la solita che tutti sicuramente conoscerete, bensì una caccia al tesoro "social"! 
Infatti, genitori e bambini, passeggiando attraverso i bellissimi scorci offerti da Riva Del Garda, dovevano tenere a portata di mano i propri smartphones, così da ricevere gli indizi, scovare quale fosse il posto di Riva del quale si trattava, scattare la foto e postarla sul proprio profilo Facebook o Instagram. Mai sentita una caccia al tesoro così al passo coi tempi? E così diverse famiglie si sono cimentate per prima cosa a scoprire angoli della cittadina che magari sino ad allora non conoscevano nemmeno, e poi col lato più tecnologico della gara. Risultato: gran divertimento di tutti, piccoli e grandi, più o meno tecnologici, e grande spirito di squadra dei componenti delle varie famiglie che hanno dovuto collaborare tra loro per cercare di raggiungere la vittoria! Ma torniamo al nostro incontro con l'organizzatrice di questo dolcissimo evento, alla ragazza che ci ha fatto da cicerone attraverso bancarelle di artigiani provenienti da tutta Italia e che offrivano bontà a base di cioccolata presentata per l'occasione in ogni sua forma, gusto, colore  e qualità e che ci hanno lasciati imbarazzati nella scelta nel dover
assegnare loro, nelle nostre menti, quale fosse la specialità dolciaria che più ci avesse colpiti: i bicchieri colmi di fragole, cioccolato fondente e decorati con panna? O le goufre cosparse di cioccolata calda alla cannella e sciroppo d'acero? Forse i coloratissimi macarons ai gusti fruttati più disparati? Ma come poter dimenticare i cioccolatini al frutto della passione?! Ammirare le delizie offerte da questi abili pasticceri è stata una gioia non solo per il palato, ma anche per gli occhi, ogni bancarella spiccava per originalità, per le forme particolari delle sculture create con la cioccolata, per i colori accesi di praline di ogni dimensione e gusto, ed il solo passeggiare attraverso la piazza così allestita ci ha messo una grande allegria addosso; in più, Ilaria ha saputo trasmetterci la grande passione, la 
dedizione e l'impegno con la quale lei, appoggiata da diverse associazioni, quali il Corpo Bandistico Riva del Garda, Ingarda Trentino, Blu Garden e col patrocinio del Comune di Riva oltre che a Chocomoments, ha creato e costruito un evento nella sua città nativa; così, gli occhi di semplici spettatori con i quali abbiamo assistito a numerosissime fiere e sagre in ogni parte d'Italia sino ad ora, si sono trasformati negli occhi del "backstage", di chi sta dietro alle quinte, e da lì abbiamo captato 

negli occhi di questa giovane ragazza, che ogni sorriso regalato da un bambino intento a mangiare un cono di cioccolata ad una bancarella, alle risate di grandi e piccoli intenti nell'ammirare le acrobazie circensi di un giocoliere qui invitato per l'occasione, lo stupore negli occhi della gente che vede crescere attorno a sè un flash mob chiedendosi cosa stia succedendo e sorridere divertita una volta capito di essere nel bel mezzo di un vero e proprio show, è la soddisfazione di chi organizza per mesi degli appuntamenti per far sì che la sua cittadina non sia "solo" la splendida e rinomata città della 
Lo splendido scenario di Riva Del Garda 
riva trentina del lago di Garda, ma che sia un piacere, per il turista e per il cittadino, ritrovarsi qui ogni anno, nei giorni intorno a Pasqua, sapendo che un golosissimo e ricco appuntamento, giovane, colorato, frizzante ed innovativo, lo aspetta. Ebbene sì, essere una zavorrina in viaggio è anche questo: tantissima moto, visitare luoghi sempre nuovi, ma anche conoscere le splendide persone che troviamo lungo la strada che percorriamo, e recepire tramite i loro occhi posti, cibi, sapori, sfumature che il turista non sempre riesce a gustare e captare fino in fondo; questo, è un altro aspetto che compone il viaggiare e che io adoro: solo immergendosi non esclusivamente con le punte dei piedi, ma con entrambe le scarpe, in un territorio, si potrà dire di averlo vissuto e conosciuto davvero! Ed in questo viaggio, grazie ad Ilaria, a tutti i fantastici ragazzi di Ingarda Trentino, ed alle persone che abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo parlato, posso dire di aver scoperto una Riva del Garda finora a me nascosta e più dolce e viva che mai!


Max, lo chef Domenico Spadafora, Ilaria, Cry


A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

___________________________________________________________________


24/03/2016 APPUNTAMENTO N° 21: STORIA DELLA DONNA CHE PER PRIMA FECE IL GIRO DEL MONDO IN SELLA AD UNA MOTO - ELSPETH BEARD.

Questa è la storia di Elspeth Beard. Un viaggio durato 3 anni durante i quali ha macinato con la sua BMW R60/6 bicilindrico boxer la bellezza di 48mila miglia. Elspeth spese molti soldi per comprare quella moto, in quell'epoca 900 sterline non era una cifra da poco, eravamo nel 1980, ed in più la prese che segnava già 30mila miglia sul tachimetro.

La prima tappa del suo viaggio fu New York, spedì la sua moto lì per 175 sterline e ne spese 99 per il biglietto aereo: un bell'investimento iniziale. Ma aveva risparmiato più di 1000 sterline lavorando nel suo pub nel centro di Londra, in vista del suo viaggio intorno al mondo, quindi almeno per un po' avrebbe avuto liquidità a disposizione.
Da New York guidò verso il Canada, poi verso sud alla volta del Messico e da lì risalì verso la California. Da Los Angeles spedì la moto a Sidney, visitando intanto la Nuova Zelanda a piedi, mentre la moto nel frattempo era in viaggio. 
Intanto, a causa di tutte le spese che il viaggio stava comportando, i fondi diminuirono drasticamente, motivo per cui si fermò sette mesi a lavorare a Sidney, tempo durante il quale ricostruì parte del suo gruzzolo. Successivamente guidò lungo tutta l'Australia e qui ebbe un primo grande incidente, nel quale si causò un trauma cranico ma per fortuna nessuna grave conseguenza.
Uscì da questo imprevisto molto scossa, ma proseguì imperterrita nel giro dell'Australia fino a che non imbarcò nuovamente la BMW, stavolta in direzione Singapore.
Questa volta mentre la moto viaggiava, lei esplorò l'Indonesia, tutto il tempo a sua disposizione era così ottimizzato nella visita di nuovi paesi. Ma gli incidenti di percorso in un viaggio così lungo ed impegnativo non tardarono ad arrivare: a Singapore infatti fu derubata di tutti i suoi averi, documenti compresi, fu costretta così a fermarsi in quel luogo sei settimane, il tempo di rifarli tutti e di riavere tutti i visti necessari per il proseguimento nella sua impresa. Come se non bastasse ebbe un secondo incidente, in Thailandia, quando investì un cane che le attraversò d'improvviso la strada e finì contro un albero. Fortunatamente l’incidente non ebbe conseguenze fisiche rilevanti, ed Elspeth trascorse due settimane con la famiglia proprietaria dell’albero che aveva interrotto la sua corsa. Lei stessa raccontò che “Loro non parlavano una parola di inglese e io non parlavo una parola di Thailandese, ma comunicammo con il linguaggio dei segni“.
A Kathmandu Elspeth conobbe un olandese, anch'egli in sella ad una BMW R60/6 col quale fece il viaggio di ritorno verso l'Europa, passando dal Pakistan, successivamente da un Iran in fase di post-rivoluzione (infatti l'attraversò in soli sette giorni, sostando solo il minimo indispensabile). Qui usò il suo malconcio casco a mò di “burqa”, che la donna indossò anche quando non si trovava in sella.
Uscire dall'India fu un incubo in quanto pochi giorni prima aveva avuto luogo l'Assalto al Tempio d'Oro e il conseguente assassinio del primo ministro Gandhi. L’intera regione del Punjab fu quindi isolata e venne richiesto un permesso speciale per entrarvici, e quindi risultò impossibile per molti occidentali raggiungere il Pakistan. Molti turisti trascorsero lì settimane cercando di ottenere un permesso che ancora non esisteva. Sfinita, Elspeth realizzò da sé il permesso e, poiché ancora non esisteva alcun permesso ufficiale realizzato dai burocrati, le guardie di frontiera lo accettarono, semplicemente perché non ne avevano mai visto uno prima. 
Intanto, dall'inizio del suo viaggio, la donna aveva perso già più di 20 Kg, aveva contratto l'epatite e le riusciva a malapena a stare in piedi, figuratevi in quali condizioni guidasse la moto. Ma la tenacia era il suo forte e non smise un attimo di credere che avrebbe portato a termine il suo giro del mondo in moto. Sostò in Turchia qualche tempo per riprendere le forze necessarie ad affrontare il resto del viaggio, ed una volta ricaricatasi le pile si cimentò nella risalita dell'Europa, attraversando la Grecia fino a raggiungere il Regno Unito. Di tutto questo tratto ricorda in particolar modo "l'autostrada della morte" in Jugoslavia, una pericolosa strada a due corsie sporca ai lati che faceva passare a malapena due camion che si incrociavano contemporaneamente e dove finì nel fossato ai lati della strada più volte.  
Quando tornò nella sua Londra, Elspeth aveva percorso 77 mila chilometri, era stata via tre anni e aveva vissuto un’esperienza assolutamente unica. Era infatti la prima donna della storia ad aver viaggiato attraverso tutto il mondo in moto. Una volta in patria terminò i propri studi di Architettura e divenne una celebre professionista, alla quale vennero dedicati diversi programmi televisivi e numerosi servizi su riviste di architettura. Ancora oggi, l'instancabile centaura si lancia in viaggi avventurosi in tutto il globo, sempre a bordo di una motocicletta.

Un'altra donna che ci insegna che, con tenacia e volontà, nessuna impresa è impossibile!!

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

____________________________________________________________________

17/03/2016 APPUNTAMENTO N° 20: FESTA DEL PAPA' .. COSA REGALARE AL PAPA' MOTOCICLISTA??

Ciao a tutti, la festa del papà è ormai imminente, alcuni di voi avranno il papà motociclista, ecco quindi qualche suggerimento per un regalino da fargli a tema!

"SULLE STRADE DELLA EROICA IN MOTO": il libro che raccoglie le testimonianze di chi ha partecipato alla mitica manifestazione dell'eroica, avventura turistica ed enogastronomica che si svolge sulle fantastiche strade sterrate del Chianti con da sfondo dei paesaggi davvero suggestivi. Il libro comprende anche un road book con le informazioni GPS del percorso ed è ricco di foto. Costo versione cartacea € 12, mentre la versione e-book costa € 6,99.


BORSA DA MOTO: perché non regalare una borsa per la moto al papà, così quando andrà a fare i suoi giretti avrà più spazio a disposizione per gli accessori da portar con sé? Givi ad esempio ne ha una gamma in vendita dai materiali resistenti, robusti ma soprattutto comode oltre che dal design elegante. Solitamente queste sono adattabili alla quasi totalità di moto grazie ai sistemi di fissaggio universali. E c'è solo l'imbarazzo della scelta tra borse da serbatoio, da sella, borse laterali ma anche zaini o borsoni ripiegabili waterproof. Sul sito Motorrace potete trovarne in vendita una vasta gamma!


GIUBBINO MOTO: un regalo utile per il papà che usa la moto, un nuovo giubbino tecnico. Di marche e tipologie ce n'è molte, segnalo la nuova linea di Spidi, che ha creato una linea in collaborazione con Honda, per gli appassionati dell'Africa Twin; infatti ci sono giacche, ma non solo, anche pantaloni e guanti, che si avvalgono delle più innovative tecnologie Spidi in campo di sicurezza, in particolare la tecnologia di protezione Warrior, progettata per aumentare le performance di assorbimento degli urti massimizzando il comfort di guida. Insomma, farete  capire al vostro papino che alla sua sicurezza ci tenete!!



ABBONAMENTO RIVISTA: perché non sorprenderlo regalandogli un abbonamento alla sua rivista di moto preferita? Sono sicura che sarà un regalo super apprezzato, così sarà sicuro di non perdersi nemmeno un numero! Di testate ce ne sono.. c'è solo l'imbarazzo della scelta!!

 


BIGLIETTI PER MOTO GP MUGELLO: qui si sale di budget, a questo link potete trovare tutti i costi dei biglietti, abbonamenti, e pacchetti: prezzo biglietti Mugello. Quest'anno la gara si svolgerà nel weekend del 20, 21, 22 maggio, e potrebbe essere un'occasione per vivere un'emozione dal vivo insieme ai vostri papà appassionati di motomondiale!



Auguri a tutti i papà, moticiclisti e non!

A giovedì prossimo, lamps a tutti!!

Cry
_________________________________________________________________________   

10/03/2016 APPUNTAMENTO N°19: TIPOLOGIA DI DONNE CHE TROVIAMO ACCANTO AI BIKERS!

E' da poco passato l'8 marzo, la festa della donna, io e Max abbiamo dedicato i nostri auguri a diverse categorie di donne, quelle che hanno l'onere e l'onore di avere accanto ad un motociclista, e voi in quale di queste categorie vi ritrovate? E voi centauri, che donna pensate di avere al vostro fianco?

LA FEDELE ZAVORRINA: lei non guida, lei sta seduta a mò di zainetto dietro di voi, e vi accompagna nelle vostre lunghe o brevi gite motociclistiche. Le piace venire in moto con voi, del vostro modo di guidare si fida ciecamente, ha imparato a starvi dietro ed ad assecondare i vostri movimenti in curva, a segnalarvi gli autovelox e a darvi indicazioni su quale posto sarebbe bello vedere insieme. Spesso sarete voi a doverle chiedere "mi lasci fare un giretto da solo??", implorandola, perché lei ci prenderà talmente tanto gusto a starvi dietro, che tranne se dovesse cascare il mondo, lei ci sarà sempre! Come individuare una zavorrina che prova un amore smisurato per voi? In autostrada, d'estate, vi è mai capitato di vedervi sorpassare da una moto da corsa, con la zavorrina piegata tutta in avanti ed avvinghiata al suo pilota, bardata con una tuta in pelle nonostante i 40 gradi all'ombra e seduta su un minuscolo seggiolino, con tanto di zaino gigantesco in spalla, probabilmente del peso di un bambino pasciuto? Ecco, questa donna vi ama incondizionatamente!! ... o, se a fine vacanza (che avrà passato per lo più imbronciata) vi darà il benservito, probabilmente non era la zavorrina giusta per voi! (o forse lo zaino che le avete affibbiato sulle spalle era davvero troppo, troppo carico..)



LA BIKER: pensavate di essere gli unici invasati delle due ruote ma ne avete trovata una alla vostra pari! Nel box, di fianco alla vostra moto, c'è la sua. E spesso è lei a dirvi: oggi vado in moto, che fai, vieni anche tu o vado solo io?
E' un piacere andare in giro insieme a lei, anche se c'è sempre il pericolo che scatti la "competizione" perché diciamocelo, a volte vederla che piega meglio di voi o che vi dà da mangiare la polvere nei vostri giri, vi fa salire un po' la carogna, ed ecco che scatta dentro voi la molla della sfida. Ecco, con lei non potete permettervi di stare rilassati, mai, o sentirete dentro di voi quella vocina che vi dice "sei una schiappa, non puoi farti sverniciare così!! Dai di gas!!".
Con una donna così accanto, spesso vi potrebbe capitare di non aver bisogno nemmeno del meccanico, perché diciamocelo, anche in quel campo a volte sembra intendersene più lei di voi.
Però volete mettere il piacere di avere una donna, che al suo passaggio sulla sua due ruote tutti guardano, dicendole a gran voce che è una grande?? Quindi abbandonate la competizione e godetevi la presenza di questa donna mitologica accanto!



LA "VENDILA": una volta, quando eravate fidanzati, le piaceva stare con un biker come voi e veniva di tanto in tanto a fare dei giretti sulla vostra due ruote, che sembrava non dispiacerle, ma non appena in procinto di matrimonio/convivenza, o non appena c'è stata  l'idea di un pargolo in arrivo, il suo ordine, perentorio, è stato sempre quello: Vendila!! Accompagnato talvolta da diversi improperi ai vostri accenni di resistenza. Ma nulla le farà togliere quell'espressione nera dalla faccia e nulla le impedirà di esplodere col suo grido di battaglia "vendila!" non appena si toccherà l'argomento che inizia per M, finisce per O, ed ha 4 lettere (eh si, voi intanto vi siete ingegnati per non dover pronunciare la tanto amata parolina in sua presenza, perché non sapete più come cambiare discorso e non doverle dire ancora una volta "ma tanto cara, la tengo nel box e vedrai che non la uso.." con tanto di dita e qualsiasi altra cosa, incrociate dietro la schiena!!). Durante i vostri giri, vi aspetterà in perenne apprensione e non appena varcherete la soglia di casa vi attenderà con le braccia conserte ed il piedino che sbatte sul pavimento, dicendovi: "mi hai fatta preoccupare!!! Non avevi detto vado a fare un giro veloce????!" (e poco importa se saranno passate "solo" 5 ore da quando siete usciti!).



LA SANTA SUBITO: della moto e di tutto il mondo che la circonda non gliene importa un granchè, ma nonostante ciò starà per ore ed ore ad ascoltarvi mentre parlate di "motore che entra in coppia" o dell'ultimo bolide appena uscito e delle sue caratteristiche, il tutto annuendo con la testa, fingendo interesse moderato, e dicendovi persino "sì caro" di tanto in tanto. Durante le domeniche di moto GP sarà lei ad accendervi la tv, sempre in tempo per non farvi perdere la partenza e vi sistemerà sul tavolino accanto al divano una birra ghiacciata, e durante quelle ore non la sentirete fiatare. Quando arriveranno le domeniche di bel tempo, già saprà che la sera prima le verrà detto "cara, domani io vado a fare un giretto in moto", ma la cosa non le pesa, anzi, al vostro rientro troverete un prelibato pranzetto preparato mentre voi eravate intenti a sfogarvi facendo pieghe su pieghe in chissà quale location nel mondo. Ed il tutto con un grande sorriso in volto perché sarà contenta che abbiate passato qualche oretta intenti con la vostra più grande passione, alla pari della passione che nutrite per lei ovviamente.
Ps: se ne trovate una così, oltre che a proclamarla santa subito, vi suggerirei anche di sposarla al volo!



Qualsiasi sia il tipo di donna che avete accanto... sempre viva le donne!!!!! A giovedì prossimo, lamps a tutti! Cry

______________________________________________________________________  

03/03/2016 APPUNTAMENTO N° 18: PER LA SERIE "GRANDI DONNE, GRANDI VIAGGIATRICI" - JOLANDIE RUST E LA CIRCUMNAVIGAZIONE IN SOLITARIA DELL'AFRICA.

Oggi vi parlo di un'altra grandissima viaggiatrice, il suo nome è Jolandie Rust e l'impresa da lei fatta è stata quella di essere stata la prima donna a percorrere l'Africa in tutto il suo perimetro.

Più di 40 mila km, attraverso 25 paesi africani, a bordo di una BMW 650 GS Dakar, partendo dalla punta meridionale di Cape Agulhas, avventurandosi dapprima lungo la parte occidentale del continente, per fare rientro al punto dalla quale è partita dopo 20 mesi.
Ha deciso di intraprendere questo viaggio su una BMW Dakar, voleva una moto affidabile e di facile manutenzione ed è stata molto soddisfatta di aver scelto proprio questa, infatti dice di non ha mai avuto problemi meccanici e per lo più è sempre riuscita a fare manutenzione da sola. Tanto da definire questo mezzo il massimo in termini di affidabilità!
Ciò che l'ha spinta a fare questo grande viaggio, in solitaria, è stata la sua enorme passione per la moto, la Rust afferma di aver avuto ben chiaro in mente per tutto il tragitto il suo obiettivo, ossia quello di arrivare fino in fondo e raggiungere il traguardo. Era impaziente di voler attraversare l'equatore, passando attraverso le giungle del Gabon, di entrare nel Sahara, raggiungendo il punto opposto di dove aveva iniziato - il punto più a nord in Africa, situato vicino Biserta in Tunisia. Non vedeva l'ora di vedere le piramidi per la prima volta, di osservare le stelle sul ponte del famoso traghetto sul Nilo tra Assuan e Wadi-Halfa ed ammirare la bellezza naturale dell'Etiopia in tutto il suo splendore.

Un'altra grande sfida poi era passare nella temuta 'inferno Road', 270 Km di strada sabbiosa ondulata nel nord del Kenya, oltre poi a divertirsi tra le dune in Mozambico e poi, finalmente, il traguardo finale nella sua Sud Africa! Non ha mai avuto timore di animali che potessero attaccarla. I suoi timori sono stati sempre basati sull'elemento umano visto che facendo questo viaggio era in una posizione di estrema vulnerabilità. Ma tutto è stato superato brillantemente, infatti Jolandie riferisce che spesso, ciò che i media mostrano, non corrisponde all'esatta realtà che si vive in prima persona nei luoghi, lei infatti ha vissuto con tranquillità in luoghi definiti dai media "pericolosi" per i turisti.

Il primo luogo interessato da un conflitto che ha attraversato è stato il Mali, che nel 2012 ha visto il presidente Amadou Toumani Tourè cadere a seguito di un colpo di stato.
Inizialmente la Rust era nervosa nel sapere di dover entrare in un paese con questa situazione tumultuosa, così decise di attraversare il Mali il più velocemente possibile. Ma una volta trovatasi lì, si è talmente innamorata del luogo, ed una volta trovata una situazione vivibilissima anche per una turista straniera, che ha deciso di fermarsi lì un mese, in particolar modo nel sud dove l'aria era particolarmente tranquilla.

Un altro dei paesi considerato pericoloso era il Sudan, ma se si parla con Jolandie vi sentirete dire che è stato il paese più sicuro che abbia visitato durante questa avventura.
A suo dire è stato l'unico paese dove poteva lasciare la sua moto in strada, con tutte le sue cose caricate su di essa e con le chiavi nel cruscotto, senza che nessuno mai la toccasse; oltre a ciò la gente l'ha trattata col massimo rispetto e le è sempre stato offerto cibo in ogni posto dove le è capitato di sostare.

Uno dei momenti più surreali vissuti dalla Rust durante il viaggio è stato quando è arrivata in Libia ed è stata salutata a suon di armi da fuoco. "Un gruppo di motociclisti da Tripoli era venuto a farmi una sorpresa al confine e a darmi il benvenuto nel paese che era davvero eccezionale. Ma appena abbiamo lasciato il confine verso Tripoli, c'era un ragazzo sulla parte posteriore di un camion che trasportava un AK-47 ed ha iniziato a sparare colpi in aria come suo modo personale per darmi il benvenuto nel paese. Gli occhi di tutti si sono concentrati su di me per vedere come avrei reagito. E mi ricordo di aver pensato - finchè non mira a me, allora va bene-."

Anche l'Egitto era in fase di disordini civili e cambi di regime e quando Jolandie è entrata nel paese, nel 2013, era in fase di pieno fermento. Tanto per cominciare, c'era il coprifuoco alle 7 di sera e le fu consigliato di non viaggiare da sola ma solo scortata. Ma la coraggiosa donna riferisce che al Cairo girava senza nessuna scorta e si sentiva tranquillissima, i suoi cari a casa ai quali lo raccontava le dicevano che era pazza, ma lei si è sempre sentita molto serena e nulla le è mai accaduto. Addirittura, il governo egiziano una volta resosi conto che lei stava viaggiando in Egitto in quel periodo, la usò come soggetto per promuovere i viaggi nel paese, dicendo che l'Egitto era assolutamente sicuro (probabilmente a quei tempi i turisti in Egitto si potevano contare sulle dita di una mano e lei era una tra questi!).
Arrivata in Sudan, ha partecipato a conferenze stampa sul viaggio che stava intraprendendo, con tanto di medaglie conferitele, così da farla sentire trattata come una vera e propria regina, con scene ed accoglienze che fino a quel giorno aveva visto solo nei film!
Ci si può chiedere se durante tutto questo tempo di viaggio in solitaria, Jolandie si sia mai sentita sola, ma lei a questa domanda risponde che era sempre talmente impegnata a parlare con gente che le faceva mille domande sulla sua avventura, oltre che ad essere sempre impegnata a stringere nuove amicizie con le persone che ha incontrato sul suo cammino, che non ha mai avuto il tempo di sentirsi sola!

Il ricordo più bello che questa grande viaggiatrice si porterà dietro per sempre, di questa avventura africana, è il giorno in cui ha tagliato il traguardo. Jolandie dice che non si aspettava di poter essere così tanto emotiva, ma al suo arrivo ha pianto a dirottoQuesto perchè in quel momento, ha capito che non aveva paura di nulla e che poteva fare qualsiasi cosa avrebbe deciso da quel momento in poi di fare!
E dovrebbe essere sempre così, per tutte noi donne!!!


A giovedì prossimo, lamps a tutti!



Cry
  















______________________________________________________________________

25/02/2016 APPUNTAMENTO N° 17: ZENITH IRFAN UNA DONNA IN MOTO ATTRAVERSO IL PAKISTAN - DIREZIONE LIBERTA'.

Oggi vi voglio parlare di questa piccola-grande donna, Zenith Irfan, pakistana di Lahore, 21 anni all'anagrafe. Il suo obiettivo? Quello di realizzare il sogno del padre, scomparso prematuramente, andando controcorrente rispetto alla mentalità che da quelle parti, come un numerose altre parti del mondo, lega le donne a molti stereotipi tanto antiquati e discriminatori, quanto ingiusti. 
Ha scelto così di viaggiare in sella alla sua Honda CG 125, Zenith attraversando gran parte del Pakistan, percorrendo solo nell'ultima avventura la bellezza di 3200 km.





Proprio suo padre, che l'ha invogliata fin da piccola a spostarsi sempre sulle due ruote, che fosse per fare una piccola commissione, che per lo spostamento più lungo, le ha trasmesso l'amore per la moto, e dato che il sogno di quest'uomo è sempre stato quello di viaggiare attraverso il Pakistan, la ragazza non ha perso tempo ad onorare il sogno, mai realizzato, del suo genitore. 










Nel giugno 2015 questa coraggiosa donna è partita per un viaggio di sei giorni attraverso il Kashmir, da sola, testando così le sue doti di pilota oltre che le sue qualità fisiche, ed una volta sentitasi più sicura ha deciso di spingersi oltre, tornando in sella dopo due mesi dalla prima avventura, questa volta con l'intendo di fare un viaggio molto più lungo rispetto al precedente, percorrendo la tratta che da Lahore si spinge fino al Passo Khunjerab, vicino al confine con la Cina, e macinando questa volta addirittura 3200 km.








I pareri negativi della gente del luogo non sono tardati ad arrivare, infatti le è stato presto fatto notare che le ragazze non possono guidare una moto, oltre ad essere additata in una cittadina lungo la via della Seta da alcune persone che l'hanno intimata di coprirsi il volto e di nascondere i capelli all'interno del foulard che portava, il tutto mentre veniva minacciata a suon di pietre.








Il viaggio si è prospettato quindi anche più difficile del dovuto, specialmente per l’aspetto culturale del paesi visitato.





Zenith però ricorda piacevolmente anche gli episodi positivi, raccontando che Il più delle volte, le persone non riuscivano a capire se ero un ragazzo o una ragazza, perché ero coperta dalla tuta da motociclista. Poi, chiacchierando con loro, si sono mostrati incoraggianti e solidali”.








Il messaggio che Zenith ha voluto portare compiendo questa impresa è questo: “Penso che oggi, dove tutti hanno l’opportunità di esprimersi con i social media, sia molto importante dire al mondo che Il Pakistan è un paese pacifico e non un posto in cui ci sono esplosioni ogni minuto.
Il fatto che i media diano ancora un’immagine molto negativa del Pakistan, dove le donne sono oppresse, mi dà un ulteriore motivo per continuare questo viaggio”. 








Grande onore quindi a questa donna, sperando che sia d'esempio e di incoraggiamento a tante altre donne che si vogliono rendere messaggere di pace, dimostrando che gli stereotipi vanno abbandonati, anche se in certi paesi è ancora un lontano miraggio, ma nonostante questo tutto si può fare, anche realizzare il sogno di un padre che ha trasmesso a sua figlia i valori di libertà, di indipendenza e di lotta per il raggiungimento dei propri diritti oltre che di quelli della sua nazione. Una moto, abbinata al coraggio del suo pilota, può trasmettere anche questo.


Zenith Irfan (foto tratte dalla pagina facebook 1 girl 2 wheels)


A giovedì prossimo, lamps a tutti!

Cry
_______________________________________________________________________


18/02/2016 APPUNTAMENTO N° 16: 10 BUONI MOTIVI PER STARE CON UN BIKER!

Ed eccomi oggi a parlarvi dei dieci buoni motivi, a mio parere, per stare con un motociclista!

1) Il motociclista è di per sé anche un viaggiatore, uno a cui piace esplorare il mondo in sella alla sua moto, è sicuramente dotato di spirito avventuriero e saranno molto poche, durante il corso dell'anno, le volte durante le quali lo vedrete poltrire sul divano la domenica pomeriggio! Se anche voi siete dotate dello stesso spirito.. siete a cavallo! Lui sfogherà la sua voglia irrefrenabile di pilotare la sua due ruote portandovi nel contempo a visitare posti sempre nuovi!


2) Il motociclista è solidale e dotato di uno spiccato spirito di fratellanza, infatti in qualsiasi condizione, se un motociclista ne vede un altro in difficoltà, subito si fermerà ad aiutarlo. Dote da non sottovalutare, molto apprezzabile in un uomo!



3) Il motociclista apprezza di solito le piccole cose, per vedere infatti un panorama da un passo alpino o per ammirare un tramonto in riva al mare, sarà capace di fare anche 500 Km in una sola giornata!




4) Per lo più è un risparmiatore, sa che sperperare soldi non gli permetterà di comprare quel pezzo speciale o quell'accessorio al quale ambisce da tanto!





5) Il motociclista è sexy! Quello sguardo che si intravede da dietro la visiera, che accenna ad un sorriso ammiccante da sotto al casco, è qualcosa che ci fa letteralmente sciogliere! Anche tutto bardato con l'ultimo completo Dainese o Alpinestars di turno, la sua virilità non fatica a trapelare da ogni poro!





6) Un pilota difficilmente sa rinunciare all'adrenalina ed alle emozioni forti, e questo di solito è una sua caratteristica di fondo, quindi insieme a lui non vi annoierete proprio mai!





7) Per uscire con lui in moto non dovrete mai essere perfette, tanto il casco vi scombinerà i capelli e poi ai motociclisti non piacciono le tipe perfettine.. quindi rilassatevi! Fatevi carine, ma dite pure addio alla cipria sul naso ed allo specchietto da borsetta, sentitevi libere di essere spettinate!!! parola d'ordine: libertà!!:)






8) Il motociclista a forza di girare, sviluppa anche spiccate doti di orientamento e navigazione.. quando siete in sua compagnia quindi, non vi servirà dover studiare voi per prime mappe e cartine, lasciatevi portare, rilassatevi e lasciatevi trasportare da lui!






9) Il motociclista saprà sempre scovare un posto particolare, difficilmente raggiungibile in auto, dove portarvi a fare la gira romantica, che sia la caletta sperduta, la strada alpina, lo sterrato che sulle 4 ruote vi potevate dimenticare... ed in più non dovrete passare nemmeno le vostre domeniche nel traffico per raggiungere questi luoghi da sogno, cosa che invece l'automobilista deve sempre mettere in conto!!





10) Il motociclista ha una marcia in più rispetto agli altri, le sue doti alla guida fanno di lui una persona attiva, fantasiosa, creativa, adrenalinica, attraente... devo aggiungere altro?? Questi sono gli ottimi motivi per i quali io sto con un biker!!!



Il mio biker, Max!

_______________________________________________________________________________


11/02/2016 APPUNTAMENTO N° 15: DONNE CHE SI SONO FATTE VALERE NEL MONDO DELLE DUE RUOTE.

Si sa che i motori e la velocità sono passioni per lo più maschili, ma c’è anche qualche donna che ha contribuito a scrivere la storia dello sport, ecco una carrellata delle ragazze più famose che ricordiamo in questo campo ed onore a loro per essersi distinte in un settore così "maschio"!!

La pioniera delle donne motocicliste fu Vittorina Sambri, italiana che nei primi anni del secolo ha sfidato gli uomini in sella a una Borgo 500 monocilindrica con la quale gliele dava a cantare spesso ai colleghi. Fra i motociclisti dell’epoca si diffuse la diceria che Vittorina in realtà fosse un uomo perchè portava soltanto pantaloni, pensate un po' voi!

Vittorina Sambri
Nel 1962 Beryl Swain ha gareggiato in sella a un Itom 50 al Tourist Trophy, classificandosi 22a di categoria, un evento che calamitò l’attenzione di tutti gli appassionati. Da quel giorno le moto furono ritenuto uno "sport troppo pericoloso per le donne" e per 16 anni il genere femminile non partecipò ad un Mondiale.
Taru  Rinne

Gina Bovaird fu la prima e unica donna a correre nella classe 500 del Motomondiale. Partecipò al campionato americano AMA nella storica 200 Miglia di Indianapolis del 79, dove fu premiata come miglior debuttante in pista. Nel 1981 è la prima iscritta donna nella 500 mondiale.

Gina Bovaird
La prima donna a conquistare punti in una gara del Motomondiale fu Taru Rinne, che iniziò la sua carriera correndo coi kart per poi passare alle moto. Nel 1987 e 1988 corse nel mondiale 125 conquistando 2 punti, i primi per una donna, nel 1989 ne fece ben 23, record assoluto ancora imbattuto per una ragazza.
Katja Poensgen è senza dubbio la motocilista con la carriera più lunga e invidiabile: nel 1995 vince il campionato ADAC Junior Cup, nel 1997 vince il titolo europeo Supermono e nel 2001 debuttò nel mondiale 250, diventando la prima donna a ottenere punti in questa categoria.

Katja Poensgen
Infine Ana Carrasco, il futuro del motociclismo in rosa. Classe ‘97, ha debuttato come pilota della Moto3 nel team campione del mondo con Maverick Vinales. È stata la prima donna a conquistare punti in tutte le classi a cui ha partecipato dal 2001.



Ana Carrasco
Spero che questo elenco continui a crescere, così da poterlo aggiornare in futuro con altri nomi di donne in grado di tenere testa ai maschietti alla guida delle due ruote in gara!!

A giovedì prossimo,
lamps a tutti!!

Cry

______________________________________________________________________

04/02/2016 APPUNTAMENTO N° 14 : NEW ENTRY NEL MIO ABBIGLIAMENTO INVERNALE DA ZAVORRINA - I GUANTI TUCANOURBANO LADY AVIATOR.

Siamo ormai in pieno inverno e per girare in moto di questi tempi, con temperature più rigide rispetto a quelle alle quali ero abituata, i miei guanti Alpinestars erano ormai decisamente troppo leggeri, infatti nel giro da noi fatto in Lomellina ho sofferto parecchio il freddo, ed esclusivamente alle mani perchè per quanto riguarda il resto del corpo la mia giacca Alpinestars fa egregiamente il suo dovere nelle quattro stagioni, ora usata completa della sua imbottitura interna, un pile ed una maglia a maniche lunghe sotto di essa, e per quanto riguarda la parte bassa i jeans con calzamaglia di lana ed un altro paio di calzettoni, fanno egregiamente il loro dovere riparandomi dal freddo. Anche se vi parlerò presto dei pantaloni a tre strati acquistati da poco al Verona MBE! Per il collo sono passata da uno scaldacollo in cotone ad uno in pile, che mantiene molto calda quella che è un'altra zona delicata. Ma le mani erano il mio punto debole, quindi ha fatto una new entry nel mio vestiario da zavorrina: un paio di guanti marchiati Tucanourbano, più precisamente il modello Lady Aviator. Sono guanti in pelle nera al 100% impermeabili e traspiranti, con inserti rigidi in ABS sulle nocche, come protezione, ed inserti morbidi sul palmo. La loro misura al polso è regolabile tramite un pratico bottone automatico a clip e volendo può essere risvoltato in base alle esigenze. Dal lato tecnico, è un guanto dotato di Hydroscud, sistema che garantisce il 100% di impermeabilità alla pioggia. Ebbene, li ho utilizzati per la prima volta il 6 gennaio durante la nostra prima uscita 2016 alla moto befana di Milano, e devo dire che hanno svolto in maniera ottimale il loro ruolo, non ho sofferto in alcun modo il freddo, nonostante durante la giornata la temperatura fosse arrivata a 10°, mentre la mattina presto ci ha accompagnato una temperatura intorno ai 4 - 5°.  Trovo questo guanto un ottimo prodotto, nella gamma di modelli lady invernali trovo sia quello col design femminile più accattivante, e tengono le mani bene al caldo, mi sento perciò di consigliarlo, il prezzo al pubblico è di € 79,00.
Quindi.. zavorrina pronta anche per qualsiasi uscita invernale! E chi mi ferma più??
(forse) un metro di neve a terra, ma non ce la gufiamo!!!!
A giovedì prossimo!
Lamps a tutti,
Cry





_________________________________________________________________________

28/01/2016 APPUNTAMENTO N°13: PASSARE DALLA PARTE POSTERIORE A QUELLA ANTERIORE DELLA SELLA!!! (ossia: una zavorrina per la prima volta alla guida!)

Care zavorrine, vi è mai venuta voglia, mentre siete sedute dietro al vostro biker, di sedervi al suo posto nella parte anteriore della sella e di essere voi a pilotare in prima persona, così da provare finalmente l’ebrezza del guidare la moto, invece di farvi scarrozzare da lui?
A me si, diverse volte vedendo luccicare gli occhi di Max quando mi parla di quel che prova pilotando la sua V, vedendo il suo sorrisone quando facciamo qualche sosta, magari dopo aver guidato in qualche tratto ricco di curve e bello divertente per lui, mi son chiesta se la guida di una due ruote è davvero così eccitante come lui mi trasmette, e se io avessi provato le stesse sensazioni cimentandomi in questa azione.
Ebbene, premetto che nella mia vita non ho mai guidato nemmeno uno scooter, ma sapendo dell’iniziativa in corso al Verona Motor Bike Expo, dove siamo stati presenti per due giornate, non potevo farmi scappare l’occasione: infatti donneinsella ha ideato ed organizzato dei mini corsi di guida appositamente per donne neofite, come me!
Nella prima giornata ero in tenuta tendente al custom, con stivali neri a tacco alto, per niente adatti al mio intento, ma durante la giornata del sabato mi sono infilata i miei Stylmartin ed eccomi pronta a tentare questa impresa!
Ho chiesto alle ragazze, disponibilissime, quale fosse l’istruttore più paziente tra tutti, visto che l’unico mezzo a due ruote da me pilotato finora è stato la mia fidata mountain bike, ed eccomi da lì a breve in sella ad una Suzuki Van Van 125, armata di protezioni per le ginocchia, giubbottino tecnico, guantini e casco.. insomma queste ragazze l’hanno pensata per bene e non hanno lasciato nulla al caso, la sicurezza prima di tutto!
Ed eccomi col mio istruttore accanto che mi da nozioni motociclistiche a partire da zero: dove si trova il tasto per l’accensione, qual è la spia che mi indica la folle, dove si trovano frizione, acceleratore, freni e cambio, e cosa non meno importante, il cavalletto, ricordiamoci di toglierlo prima di partire!
Dopo questa lezione teorica partiamo, mi dice di guardare bene avanti e quando voglio curvare di guardare esattamente dove intendo andare, il corpo farà il resto per far si che la moto vada in quella direzione. E mi accorgo che è esattamente così, quindi non un lavoro di braccia come quel che pensavo fosse!
Andiamo in prima per un po’, e solo dopo aver preso un po’ di confidenza col mezzo e con le curve, mi dice di passare in seconda! Ma faccio un grave errore da principiante… ossia cambio sì, ma senza schiacciare la leva della frizione!!!!! E così la moto si spegne, povera me, però mi incoraggia dicendo di aver capito subito il perché dello spegnimento della moto stessa, quindi riaccendiamo il tutto e andiamo avanti!
I giri ed il tempo a disposizione sono pochi, io mi sento davvero una novellina alle prime armi, nella mia testa non faccio altro che ripassare le cose che devo fare: freno anteriore, freno posteriore sono lì, bene, se devo cambiare mi raccomando la frizione e poi lasciamola molto piano ed acceleriamo, benissimo! Quando mi sembra di aver memorizzato bene tutti questi passaggi, non mi rendo nemmeno conto di aver fatto non so quanti giri del tracciato, col mio pazientissimo istruttore sempre accanto che mi correva dietro, e sono costretta a parcheggiare la moto per lasciare il posto a qualche altra partecipante.

Non so dirvi quindi se guidare la moto potrebbe darmi quell’eccitazione che dà a Max, il tempo è stato troppo poco, so solo che quando sono scesa dalla sella mi sentivo fierissima di aver fatto qualcosa che mai nella mia vita pensavo avrei avuto il coraggio di fare, e so che in quei tratti nei quali sentivo di avere io il pieno controllo del mezzo, senza l’istruttore che mi tenesse, mi son sentita padrona della strada, sentivo il vento accarezzarmi il viso e farmi svolazzare le ciocche di capelli, e mi son detta tra me e me che forse questa sensazione è solo l’1% di quel che si prova ad essere dei veri piloti, ma che questo assaggio non ha fatto altro che ingolosirmi ancor di più! 
Chissà quando accadrà la mia seconda volta..e quante saranno quelle a seguire!!!!
Un ringraziamento particolare a donneinsella.

A giovedì prossimo,

lamps a tutti!

Cry

_____________________________________________________________________________

21/01/2016 APPUNTAMENTO N° 12: DONNE AL VERONA MOTOR BIKE EXPO!

La manifestazione del Motor Bike Expo 2016 è alle porte, domani avrà infatti inizio la fiera veronese che riguarda il mondo delle due ruote, e vorrei dare qualche buon motivo alle donne per visitare quest'anno il MBE!

In primis, è molto interessante l'iniziativa di Donneinsella che si propone di organizzare dei mini corsi gratuiti per le neofite che vogliono fare il grande passo e provare la guida a due ruote, infatti un team di istruttori è pronto per far provare, a chi lo desiderasse, la guida delle Suzuki Van Van 125.




Ma la vera novità di quest’anno, evento esclusivo per tutto il mondo motociclistico femminile di cui MBE si fa portavoce, sarà la possibilità riservata alle sole visitatrici del MBE di poter diventare Reporter per Donneinsella Magazine, di poter vincere corsi e weekend avventura, nonchè ingressi per il paddock durante la Moto GP nelle tappe di Mugello e Misano! Partecipare è gratuito, basta compilare la scheda che verrà consegnata in fiera presso l’ingresso principale ed imbucarla nella teca Donneinsella che trovi all’interno presso lo stend Donneinsella, presso il Padiglione 6. Quindi... perchè non tentare la fortuna??




Per le appassionate di tatuaggi, sappiate che quest'anno il MBE sfoggerà la nuova Area Tattoo - Block30, dove ci si potrà fare anche tatuare in loco da alcuni degli artisti della pelle più bravi d’Italia. Un vero e proprio salotto sarà allestito per accogliere chi vorrà approfondire la conoscenza del mondo dei tatuaggi. In quest'area ci saranno incontri, dibattiti, performance dal vivo.. assolutamente da visitare!!


In più saranno presenti numerosi stand di marchi tra i quali AGV, Bardahl, Ber Racing, Dainese, Givi, Golden Tyre, Ma-Fra, Motul, Nolan, Ufo Plast per quanto riguarda il comparto dell’abbigliamento e degli accessori, avremo quindi di che rifarci gli occhi e magari troveremo quel guantino particolare che in negozio non troviamo o l'occhiale da sole customizzato proprio in Motor Bike Expo Style!


Allora donne, zavorrine e non, ci si vede al Verona Motor Bike Expo? Io ci sarò!!

Lamps a tutte!

Cry





______________________________________________________________________

14/01/2016 APPUNTAMENTO N° 11: I NOSTRI PIU' BEI VIAGGI E GIRI DEL 2015!

Il 2016 è da poco iniziato, mi ritrovo così a fare un mio bilancio da zavorrina dell'anno appena trascorso e concluso.. quante girate insieme al mio pilotone e alla mitica V, quanti weekend, quante uscite in giornata, ma anche viaggi più lunghi e memorabili, giri sotto ad un sole torrido ed altri con acquazzoni improvvisi e nebbie umide che ti entravano nelle ossa.. Insomma, ne abbiamo viste di tutti i colori, è stato un anno bellissimo, di cose fantastiche dietro la visiera ne abbiamo viste a bizzeffe, voglio perciò stilare la classifica dei 5 viaggi più belli da noi fatti durante questo 2015, tutto questo secondo il mio parere di zavorrina!!
I racconti dettagliati di viaggio li potete trovare nella pagina "i nostri giri", narrati sia dal punto di vista di Max che dal mio!

5° CLASSIFICATO: 10 - 11 OTTOBRE 2015: COLORI E SAPORI D'AUTUNNO TRA LAGO MAGGIORE, SVIZZERA E LA VIA DEL BAROLO NELLE LANGHE PIEMONTESI!

Itinerario: (giorno 1) Gessate - Lago Maggiore sponda occidentale - Locarno - Luino - Varese - Como - (giorno 2) Gessate - Alessandria - Acqui Terme - Le vie del Barolo - Gessate

Km percorsi: 860

Giro meritevole del 5° posto della mia classifica, sono stati due giorni molto intensi, il sabato vissuto nei colori fantastici delle cartoline che circondano il lago Maggiore e la Svizzera, percorrere con la V la strada che ci ha portato in cima all'alpe di Neggia è stato qualcosa di inebriante, tra profumi, tra i colori cangianti delle foglie autunnali tutto attorno a noi, lo spettacolo della vista del lago Maggiore dall'alto splendente e luccicante per la magnifica luce pomeridiana, è stato qualcosa di memorabile. Il giorno dopo, il nostro primo giro di gruppo insieme agli altri motociclisti "V-Strommers", un bellissimo motogiro nelle langhe piemontesi, ed il sentire ed assaporare il fatto che l'andare in moto è anche "fare gruppo", decisamente uno dei più bei giri da noi fatti durante questo 2015!





 










4° CLASSIFICATO: 11 E 12 LUGLIO: WEEKEND SULLO STELVIO E MOLTO MOLTO ALTRO!!!!!!

Itinerario: Gessate - Bormio - Passo dello Stelvio - Curon Venosta - Resia - Austria - Svizzera - Livigno - Gessate

Km percorsi: 600

Quarto posto meritatissimo per un weekend durante il quale ho visto posti che sono stati capaci di emozionarmi e commuovermi, per la loro immensa bellezza. Il passo dello Stelvio è qualcosa di indescrivibile a parole, solo in sella ad una due ruote si può apprezzare l'ebrezza di queste curve, piega dopo piega, tornante dopo tornante, lo stupore del paesaggio che si staglia davanti alla propria visiera quando si arriva in cima ed ancora la bellezza di scendere dalla parte opposta del versante non stancandosi mai di piegare e di ridere al di sotto del casco talmente è l'emozione di percorrere quella che è definita una delle strade più belle al mondo. In questo giro abbiamo toccato l'Austria, la Svizzera, attraversato le Alpi sino in Italia, non stancandoci mai dei posti magnifici che abbiamo avuto la fortuna di percorrere a bordo della nostra V! 


 

 

 







3° CLASSIFICATO: 7 E 8 NOVEMBRE 2015: VIAGGIO NELLA STORIA DELLO SPORT!

Itinerario: Gessate - Bologna - Faenza - Tavullia - Cattolica - Gessate

Km percorsi: 815

Un giro che non mi sarei aspettata di fare in un tempo così breve: passando dalla magia di Bologna che non credevo essere tanto affascinante, e che invece mi ha stregata e positivamente colpita, la lunga traversata dell'Emilia Romagna fino a raggiungere le Marche, Tavullia per l'esattezza, il paese di Valentino Rossi, per vedere in piazza insieme a centinaia e centinaia di altri fan provenienti da tutta Italia, la finale della moto GP. Il tifo che unisce, la passione che fa sì che tante persone così diverse, di differenti luoghi, diverse età, passino insieme un pomeriggio guidati da un'unico scopo: supportare il campione motociclistico che tanto amano, the Doctor!
E' stato un viaggio un po' folle, in due soli giorni di km ne abbiamo macinati tanti, ma ho scoperto che la passione per lo sport, quella genuina, fa fare anche queste piccole grandi follie. Bellissima girata e con un tempo ancora inaspettatamente primaverile!


 





2° CLASSIFICATO: 27 e 28/06/2015 UN WEEKEND DI PURA ADRENALINA!!!!

Itinerario: Gessate - Orta San Giulio - Campertogno - Gerenzano - Sesto Calende - Mottarone - Gessate

Km percorsi: 520

Un weekend pazzesco!! Lo abbiamo iniziato ammirando i magnifici paesaggi che offre il lago d'Orta, fino ad allora a me inesplorato, e proseguito non facendoci mancare proprio nulla: abbiamo cavalcato in sella alla V lungo il Piemonte per raggiungere la Valsesia, dove ci siamo regalati una discesa in rafting che è stato un mix di pura energia ed adrenalina, insieme ad un gruppo di persone fantastiche! Abbiamo proseguito la domenica facendo un lungo giro in quad sulle sponde del Ticino per poi proseguire alla volta del Mottarone, con la sua splendida visuale sui laghi del nord. Abbiamo unito il normale giro in moto allo sport, al divertimento, al brivido e al fare nuove conoscenze ed esperienze in compagnia! Alla fine eravamo cotti, ma un weekend così non ce lo scorderemo mai e poi mai!!!




 





1° CLASSIFICATO: 08/08/2015 - 22/08/2015 SALENTO, LA VACANZA DELLE 4 "M": TANTA MOTO, TANTO MARE, TANTO MANGIARE E TANTO AMMMORE!

Itinerario: Gessate - Pesaro - Tavullia - San Giovanni in Marignano - San Giovanni Rotondo - Andria -Veglie - Costa ionica salentina - Sternatia - Costa adriatica salentina - San Giovanni Rotondo - Manfredonia - Fano - Gessate 

Km percorsi: 3500

In prima posizione sul podio il viaggio che per me ha rappresentato "il sogno", un obiettivo raggiunto, il capire che amo fare anche tragitti molto lunghi in sella ad una moto. E' stato il viaggio diverso dal solito, quello dove mi sono adattata a spazi e tempi motociclistici, la rinuncia dei confort automobilistici, un'esperienza che ricorderò per tutta la vita! Il senso di libertà nell'andare in spiagge e calette inarrivabili alle quattro ruote, il saltare il traffico di villeggianti che ogni mattina si apprestava a fare lunghe code sulle strade per raggiungere le rinomate località turistiche salentine, il riuscire a far entrare ogni volta magicamente tutto il necessario per le nostre giornate marittime nel nostro mitico bauletto Givi, ed a volte farci stare dentro anche l'impossibile, la sensazione stupenda di sentire i profumi mediterranei entrare da sotto al casco, il vivere la strada in prima persona. Ho adorato questo viaggio in Salento, è stato il mio primo viaggio lungo in sella alla V Strom ed insieme al mio pilotone Max, è stato il Viaggio con la V maiuscola che auguro a tutti di fare, per genere ed intensità, almeno una volta nella vita! Sono tornata diversa, sono tornata arricchita, carica di vita!


 

  
 




Sperando di macinare tantissimi km anche in questo 2016.. lamps a tutti!
A giovedì prossimo!
Cry
__________________________________________________________________________

23/12/2015 APPUNTAMENTO N° 10: NATALE E' ALLE PORTE, COSA REGALARE AD UN BIKER?

Natale è ormai imminente, sento già il profumino di lasagne, di capponi in brodo, di pesce e di ogni prelibatezza che in questi giorni avrete l'onere e l'onore di mangiare per le festività alle porte.
E voi, zavorrine, cosa avete regalato al vostro biker?
Qui di seguito, qualche idea per chi fosse alla ricerca del regalo da prendere all'ultimo minuto!!


LA MOTO SPIEGATA A MIO FIGLIO di Roberto Parodi.
Roberto Parodi, conduttore tv e viaggiatore, ha scritto un nuovo libro, nel quale racconta la sua passione per la moto ai suoi figli.
«Ci sono molti modi di vivere la moto, tanti quanti sono i modi di vivere la propria vita”, dice Roberto Parodi. “Credo che la cosa più bella del mondo sia condividere le proprie convinzioni con qualcuno a cui si vuole bene, e la moto può essere il mezzo perfetto per farlo, perché in definitiva è un modo molto piacevole per imparare a crescere e ci permette di essere noi stessi al cento per cento. Così, ho scritto questo libro per raccontarvi alcune cose che ho cercato di imparare vivendo con passione la moto: l’umiltà, l’amicizia, la fiducia nel prossimo, la diligenza, l’attenzione, ma anche l’ottimismo, la tenacia, il coraggio e soprattutto la consapevolezza che se davvero si è dato il massimo, alla fine una soluzione si trova sempre, qualunque sia il problema.» € 13,00


GUANTI RISCALDATI
Inutile dirlo, le mani sono le parti più sensibili al freddo, ed i biker per i quali ancora non è finita la stagione motociclistica e che amano viaggiare sulla loro due ruote anche con le rigide temperature invernali, apprezzeranno senz'altro questo caldo accessorio. Ne esistono di diversi tipi: quelli con i fili, da attaccare alla batteria della moto, e quelli a pile. Quelli in foto sono della TucanoUrbano, si trovano online anche a 156 € e possono essere utilizzati sia a batterie che col loro kit di cablaggio.



LEGO TECHNIC SUPER MOTO
La Lego come sempre ci sa fare! Per i biker un po' giocherelloni, che si vorranno applicare con pazienza alla costruzione di questo modello, noteranno che è dotato di tutte le caratteristiche della vera motocicletta, tra cui carena completa, resistenti sospensioni anteriori e posteriori, trasmissione a catena, sterzo funzionante, cavalletto, motore dettagliato con pistoni funzionanti e livrea sportiva azzurra e rossa. Modello 2-in-1 può essere ricostruito in una motocicletta vintage. € 34,99




PORTA SMARTPHONE/PORTA NAVIGATORE DA MANUBRIO
Givi ha in gamma una interessante proposta, un kit pensato per i biker più tecnologici che permette di rendere a prova di smartphone, GoPro e interfono la moto, il tutto senza dimenticare l’impermeabilità del kit, aspetto fondamentale da tenere in considerazione su una due ruote.
Esistono diversi modelli di porta cellulare e porta navigatore ed i prezzi variano in base al modello dello smartphone. (35 - 45 €)
Inoltre, se non avete più spazio per posizionare i vari dispositivi sul manubrio, arriva in vostro soccorso la Smart Bar (€ 89,50) un supporto dove potrete alloggiare diversi device.




MONOPOLY ISLE OF MAN EDITION
E’ una versione tematica del popolare gioco da tavolo, noto in ogni angolo del mondo. Si ispira all’Isola di Man è si lega all’universo motoristico per il celebre Tourist Trophy. Appositamente progettato per coloro che vogliono saperne di più sulla più famosa e pericolosa corsa su strada del mondo. € 41,99





 BOXER CON I PINGUINI MOTOCICLISTI
Un regalo simpatico oltre che utile! Intimissimi ha creato, come ogni anno, una serie di boxer con stampe divertenti, questa col pinguino in moto farà felice il biker spiritoso! € 19,90



TRACK DAY IN PISTA
Tutti gli autodromi offrono la possibilità di acquistare voucher regalo, anzi spesso organizzano delle giornate in cui l’appassionato ha la possibilità di provare, almeno una volta, l’emozione di sentirsi pilota in pista. Regalo sicuramente apprezzato dagli estimatori delle saponette!!
Prezzi dai 55 € in su.



LA MOTO DEI SUOI SOGNI
A chi non piacerebbe far felice il proprio biker facendogli trovare impacchettate sotto l'albero le chiavi della sua moto preferita?? E a quale motociclista non piacerebbe avere proprio QUEL regalo per Natale, ma anche per qualsiasi altra occasione od evento dell'anno?? Dato che spesso per i più questo è un sogno, care zavorrine, magari sarà apprezzato anche il modellino in scala della Bburago.. gli direte che almeno il pensiero, c'era!!!

Buon Natale a tutti, zavorrine & bikers!!!!

Ci rileggiamo su queste pagine dopo le feste, lamps a tutti!

Cry

_______________________________________________________________________

17/12/2015 APPUNTAMENTO N° 9: UNA ZAVORRINA AL 10° MOTOBABBO BENEFICO DI BUSSERO (MI).




Domenica 13 dicembre, il Moto Club di Bussero (Mi), nella persona di Pistino, in collaborazione con l'associazione Motociclanti della Martesana, ha organizzato il decimo Motobabbo benefico, ed io, in veste di zavorrina (a questo giro senza pilota!) ero presente.

Ci si è radunati la mattina al Bar Palandry di Bussero, dove è cominciata la vestizione da Babbi Natale, molti centauri sono arrivati in sella alle loro due ruote già bardati di tutto punto, con barbe bianche e vestiti di rosso, in più diversi di loro avevano addobbato la moto a tema natalizio, date un'occhiata alle foto pubblicate in questo post e ne vedrete delle belle! 

Si sono radunati così in breve tempo bikers provenienti da diverse zone della Lombardia ma anche da più lontano, su moto di ogni brand: Harley, Suzuki, Ducati, Moto Guzzi, Honda e ne sto citando solo alcune tra le tante; gente differente tra loro, di ogni età, con cavallerie più o meno potenti sotto ai sellini, ma con un unico obiettivo comune per oggi: quello di andare a portare dei piccoli doni e quindi dei sorrisi ai bambini ricoverati all'ospedale di Melzo.
Così, una volta preparati i sacchi con i regali, tutti i babbi sono partiti per un moto giro paesano, dopodichè ci si è ritrovati sul sagrato della chiesa di Bussero, dove il don ci ha benedetti tutti, quindi siamo partiti alla volta di Melzo.
Qui, alcuni di noi sono entrati a compiere la missione principale della giornata, fortunatamente i bimbi ricoverati non erano moltissimi, ma quei pochi presenti ci hanno riempito il cuore con i loro sorrisi dietro i loro occhi malinconici, e spero che per loro questo sia stato un piccolo diversivo che li abbia aiutati a passare una giornata migliore. Dopo essere passati in visita anche dai pazienti del reparto psichiatrico, ci siamo riuniti tutti fuori nel piazzale antistante l'ospedale, dove la maggior parte dei babbi è rimontata in sella per proseguire la giornata andando a rimpinzarsi e rifocillarsi per bene ai mercatini natalizi in quel di Corneliano Bertario.

Sono stata entusiasta di vivere questa esperienza insieme a questo bel gruppo di bikers; credo che spesso il motociclista di per sè, sia visto da fuori come "il duro", nascosto dentro al suo giubbino di pelle e dentro al suo casco dal quale si riesce ad intravedere ben poco da fuori, ma proprio sotto quei giubbini si nasconde un cuore, spesso grande, e questa manifestazione di solidarietà e lo spirito di fratellanza che si respirava ed era tangibile nell'aria, ancora una volta me ne ha dato dimostrazione. Fiera, fierissima, di essere stata una zavorrina presente al Moto Babbo 2015!!


 


 



____________________________________________________________________________

10/12/2015 APPUNTAMENTO N° 8: PRONUNCIARE IL FATIDICO "SI" IN STILE BIKERS!

Siete zavorrine in procinto di effettuare il fatidico passo insieme al vostro biker?? Durante una gita in sella in un posto favoloso, ha avuto la pazzesca idea di chiedervi di sposarlo?? Beh... per prima cosa.. congratulazioni!!!!! Ed anche se la proposta non è ancora arrivata, vi trovate mai a fantasticare su come potrebbe essere il vostro matrimonio in stile bikers? 


Se la passione è comune, e non volete separarvi dalla vostra amata compagna di viaggi a due ruote nel giorno del vostro matrimonio, perchè non organizzare il tutto rendendo partecipe pure lei, visti i numerosi viaggi di coppia della quale lei è stata testimone, vedendo il vostro affiatamento e la vostra unione crescere giro dopo giro fino ad arrivare a questo giorno?
Ebbene, ecco qualche idea per un matrimonio da veri centauri!
Come prima cosa, l'arrivo in chiesa o nel luogo dove celebrerete le nozze: sarebbe magnifico arrivare su due moto distinte, lo sposo con la vostra moto, e la zavorrina portata da un amico (o se siete spose-biker.. guidandola direttamente da voi!). 


Bellissimo, andare via a cerimonia finita insieme sulla vostra moto, a simboleggiare l'unione che si è venuta a creare!
Sarebbe bello che anche i vostri caschi oggi possano essere protagonisti, magari sistemati vicino agli sposi durante la funzione: tra le altre cose ne verrebbero fuori delle foto davvero spettacolari e diverse dal solito!!
Ovviamente, sia che decidiate di affidarvi ad un fotografo professionista, sia che abbiate l'amico super appassionato che si presterà a farvi il servizio, potrete sbizzarrirvi a farvi immortalare con la vostra due ruote, non mancheranno di certo dettagli degni di nota inerenti questo particolare tema che avete deciso di dare a questa giornata che arricchiranno il vostro album di nozze. 


Per le decorazioni, sia del luogo dove si svolge la cerimonia, sia del ristorante, potete comunicare a chi si occuperà degli addobbi della vostra passione, non mancheranno sicuramente di venirvi incontro decorando il tutto a tema! Anche per la torta, potrete richiedere un topping che riprenda voi due, in abiti da cerimonia, in sella alla vostra moto! Al ristorante poi, potrete decidere di assegnare ad ogni tavolo il nome di una diversa moto, con tanto di foto, o di modellino adornato con fiori a centro tavola, perchè no! 

Potreste poi creare una bacheca con gli ingrandimenti delle vostre foto più belle, dei viaggi fatti insieme in moto (e non), a raccontare come nel fidanzamento abbiate condiviso questa passione comune, che nel tempo ha cementato il vostro rapporto, arrivando fino a celebrare insieme un momento così importante! O in alternativa, se avete domestichezza con un po' di tecnologia, creare un video/racconto da proiettare ad amici e parenti!

Ma non ho ancora parlato di una cosa molto importante, ossia dell'abbigliamento! Se voi zavorrine non tenete all'abito bianco, potreste mettervi ad esempio un giubbino di pelle bianco e degli stivaletti bianchi da biker, con sotto un abito corto e non troppo ingombrante che vi permetta di salire facilmente sulla moto!
Se osate ancora di più, al posto del vestito, potreste utilizzare dei pantaloni di pelle, con delle decolletè (o per chi osasse di più col tacco a spillo) rigorosamente bianche! Chi invece di voi invece tiene al vestito da sposa tradizionale, deve solo badare a non prendere un vestito a sirena, che impedirebbe di salire in sella (se non lateralmente per un breve tragitto), o vestiti con enormi balze e strascichi.. per il resto con un po' di adattamento riuscirete a balzare sulla moto magari con l'aiuto di qualche anima pia (vedi: amici!!)!!! Per concludere il tutto, guanti di pelle, anch'essi bianchi! Per lui ci sono un po' meno problemi, potete magari giocare sul mix "vestito da moto/vestito classico", mettendo una giacca classica su pantaloni di pelle e stivali, o al contrario dei pantaloni classici con sopra la giacca di pelle, in alternativa, dei jeans con una giacca elegante, ma con sotto gli stivali da moto e anche per voi guanti neri in pelle. In ogni caso, in qualsiasi modo decidiate di giocare con l'abbigliamento, è bello che, se non ve la sentite di osare troppo, ci sia almeno un accessorio che richiami la vostra passione di bikers, sta a voi decidere quanto allontanarvi dall'idea di abbigliamento tradizionale da cerimonia! 

Dulcis in fundo, la lista nozze! Perchè non chiedere ad amici e parenti di contribuire a finanziare la vostra luna di miele? Potreste decidere di concedervi finalmente il viaggio che tanto sognate, ovviamente su due ruote, e contribuire a farvelo regalare dai vostri invitati!! Così poi portereste un ricordo a tutti coloro che vi hanno aiutati a far diventare il vostro sogno in realtà, chissà, magari dalla Route 66 o dalla Great Ocean Road australiana...



A giovedì prossimo, lamps a tutti!

Cry









_________________________________________________________________________

03/12/2015 APPUNTAMENTO N° 7: UN VIAGGIO LUNGO IN MOTO SENZA TROPPE RINUNCE.. SI PUO'?? SI PUO', SI PUO'!!!

Ormai è quasi inverno, e forse avrete già messo via tutti gli accessori che fino a poco fa hanno fatto di voi una fedele ed audace zavorrina, avrete lavato il giubbino, riposto via i pantaloni tecnici, i guantini e lo scaldacollo. Ogni tanto il ricordo di qualche bel giro fatto insieme al vostro biker durante l'anno vi torna in mente, riguardando qualche foto o vedendo quel ricordino che avete comprato in chissà quale luogo che tanto vi era piaciuto da decidere di portarvelo a casa ed appenderlo al muro.. ed ecco che un pensiero, anche se lontano, si riaffaccia in voi: chissà se l'anno prossimo riusciremo a fare il "grande Viaggio in moto", di quelli con la V maiuscola?
 Prima o poi il mio pilotone me lo proporrà? O magari lo stupirò, e prima che sia lui a chiedermelo, sarò io a farlo!! Vadano come vadano le cose, tempo e (soprattutto) finanze permettendo, nessuno vi toglierà questo, che per ora rimane un sogno a livello embrionale che si fa strada nella vostra testa, di cavalcare in sella alla vostra due ruote, magari avrete già in testa anche qualche destinazione, per il cosiddetto viaggio lungo in moto!
Ma se non vi siete mai cimentate con questa situazione, ed il massimo di tempo durante il quale siete state fuori su una due ruote è stato finora il classico weekend, la vostra testa sarà affollata da mille interrogativi: non sarà un viaggio con troppe rinunce? Cosa potrò portarmi? Ma soprattutto, quante cose NON mi potrò portare?
Non vi preoccupate, care zavorrine, perchè con una buona organizzazione ed ovviamente con qualche compromesso, farete il viaggio dei vostri sogni, e al ritorno dallo stesso capirete molte cose, dopo vi svelerò quali!
Si presuppone che la moto che userete per fare il viaggio lungo, abbia un bauletto, se poi siete super attrezzati avrete anche i due bauli laterali più la borsa da serbatoio. Se viaggiate col classico zaino allora si, qualche rinuncia in più potreste doverla fare! Altrimenti dovrete bene pensare a quanti giorni starete via, al fatto che i cambi li laverete giornalmente, e quindi ne basteranno tre in tutto, per quanto riguarda l'intimo, giusto il tempo materiale di far asciugare il cambio lavato la sera precedente, magliettine che prendano poco spazio, il pantalone che avete addosso più un altro di ricambio, (se necessari) due costumi, asciugamani in microfibra che occupano poco spazio, un vestitino elegante, un paio di infradito, e da abbinare al vestito elegante un paio di piattine carine (le scarpe col tacco no, occuperebbero troppo!). Per quanto riguarda il beauty, portatevi giusto i due trucchi del quale non potete fare a meno, io sono solita portare dietro matita, ombretto, mascara e lucidalabbra, e per quanto riguarda shampoo, saponi e creme, durante l'anno fate il pieno di campioncini! Occuperanno così pochissimo spazio e faranno egregiamente il loro dovere! 
Se poi siete fortunati, ed avete un punto di riferimento dove andrete a stare (potrebbe essere il camping di turno, l'hotel, l'amico o il parente in zona) potreste addirittura pensare di poter spedire prima della vostra partenza un pacco, con le cose più ingombranti alle quali senza questo appoggio rinuncereste, e prima del vostro ritorno rispedirvelo a casa, magari con l'aggiunta di qualche souvenir o qualche prelibatezza del posto!

Cosa sono le cose che capirete al ritorno dal cosiddetto viaggio lungo in moto? Prima di tutto se siete portate o meno per questo tipo di esperienza, infatti per quanto possa piacervi il giretto in moto sul lago alla domenica col vostro moroso, non è detto che abbiate la tenacia e la resistenza per affrontare tratte di 350 - 400 Km (ed oltre) al giorno, sotto condizioni atmosferiche di qualsiasi tipo. Oltre questo, capirete quanto a volte siamo davvero troppo legate al superfluo!
La nostra V caricata per il weekend
a Lignano Sabbiadoro
 Quante volte in vacanza ci siamo portate decine e decine di vestiti, scarpe, magliette, col finire per usarne nemmeno la metà? Capirete che l'apparire è la meno importante delle cose, quando si può vivere un viaggio appagante da una marea di altri punti di vista: il vivere sulla tua pelle l'emozione data dalla strada che ci scorre sotto alla sella, quando puoi sentire profumi che dalla macchina, coi finestrini chiusi e l'aria condizionata a tutto gas, mai e poi mai assaporeremmo, quando salti tutte le code per arrivare nella spiaggia rinomata del luogo e parcheggi direttamente in riva al mare, sorridendo da dietro alla visiera agli automobilisti nervosi che ti guardano dalle file interminabili sotto al sole, o meglio ancora quando raggiungi con la due ruote posti inaccessibili alle automobili, andando quindi a scovare calette e posti non affollati dal turismo di massa. Lì, capirai che avere ogni giorno addosso una maglietta di colore diverso è la cosa meno importante della vacanza, la cosa davvero importante è che tornerai da questo viaggio con un bagaglio di emozioni, ricordi, sensazioni, ed anche soddisfazioni personali, che solo un viaggio in moto ti può dare. Non da ultima, il feeling col tuo biker: se non avete litigato ogni giorno per il "carica" e "scarica" il bauletto, operazione certosina per far entrare al millimetro ogni oggetto che ti sarà necessario durante la giornata e che dopo ogni sosta matematicamente non riesce più ad entrare nel contenitore come alla mattina quando tutto si incastrava perfettamente stile tetris, se quando beccherete un acquazzone in un posto sperduto e vedrete gli altri andarsi a riparare nelle auto, mentre voi vi terrete stretti stretti riparandovi alla bell' e meglio nei vostri completi da pioggia ridendoci su, se anche dopo le centinaia di km macinati, quando vi fermate per la sosta vi guardate pensando di aver raggiunto insieme un'altra meta, stanchi ma felici e con l'adrenalina a mille, sapendo il tipo di viaggio che affronterete insieme, beh state sicure che non rimpiangerete la magliettina in più che avrete lasciato a casa, vedrete che un'esperienza del genere vissuta insieme non può che far accrescere il vostro affiatamento (o nel caso contrario... rientrerete dalla vacnza in autostop!!) Sono troppi gli elementi sul lato positivo della bilancia che vi faranno capire che un viaggio in moto, è IL grande viaggio!!

a giovedì prossimo, lamps a tutti!
Cry



_____________________________________________________________________________

26/11/2015 APPUNTAMENTO N° 6: IL DECALOGO DELLA ZAVORRINA PERFETTA (SECONDO LA CRY)!

Il nostro appellativo, per quanto vezzeggiativo che sia, vorrebbe stare a significare letteralmente "peso morto". Ebbene, come non esserlo, ma essere anzi un valore aggiunto per i vostri biker nelle loro uscite motociclistiche??



Ecco il mio decalogo della perfetta zavorrina, in 10 pratiche regole!

1) Fidatevi ciecamente del vostro biker, altrimenti non salite dietro di lui nemmeno per un giro! Che senso ha mettere la vostra vita nelle mani di una persona della quale non vi fidate?

2) Non avere paura della moto, anzi, amarla come la ama il vostro pilota! Ok magari in modo un po' diverso, lui arriverà talvolta a darle un nome, ad accarezzarla furtivamente quando voi sarete girate dall'altra parte, ecco diciamo che voi le dovreste volere bene come ad un'amica! Il biker nutrirà per lei sempre qualcosa in più... Ma assolutamente vietato esserne gelose!!! E' la vostra carissima amica che vi scarrozza in giro!

3) Assecondate i movimenti della moto senza ostacolarli, muovetevi all'unisono col pilota seguendo col vostro corpo curve e cambi di direzione vari, fino a che il vostro moto diventi un "ondeggiare armonico" col mezzo di trasporto. Non fate scatti improvvisi o movimenti bruschi e repentini, altrimenti irrimediabilmente il vostro pilotone farà installare un tasto di "auto-espulsione" dal sellino per farvi volare in orbita come segno di riconoscenza per lo spavento fattogli prendere!


4) Visto che siete più in alto e li vedete prima di lui, potete rendervi utili segnalando al biker la presenza di autovelox sul vostro percorso!

5) Un altro ruolo di utilità è quello di segnalare al biker percorsi, cartelli, direzioni da prendere che lui a volte si perde, intento com'è a fare pieghe su pieghe.. una bella stretta di ginocchia e un: "ma era lì che dovevi girareeeeeeeee!!!" e non vi troverete dispersi in chissà quale territorio misterioso e sconosciuto!

6) Copritevi adeguatamente in base al tempo atmosferico, altrimenti la piacevole passeggiata diventerà per voi una sofferenza, diventerete lagnose, vi scapperà la pipì ogni due secondi, ed il biker ne approfitterà per dimenticarvi "casualmente" al primo autogrill sulla strada!!


7) Per lo stesso motivo di cui al punto 6, vestitevi in modo assolutamente comodo, così sarete pronte a percorrere anche lunghe distanze, l'obiettivo dev'essere divertirsi senza soffrire!!!

8) Datevi da fare voi per il ritiro dei vari biglietti e per il pagamento dei pedaggi autostradali, così il pit stop obbligato sarà molto più veloce anche grazie a voi!

9) Godetevi gli stupendi paesaggi che vi circondano, voi che non dovete stare necessariamente con lo sguardo fisso alla strada, concedetevi il lusso di ammirare da dietro la visiera i fantastici scenari dove il vostro biker vi avrà portate!

10) Ricambiate anche voi il saluto con gli altri motociclisti, d'altronde fate anche voi parte, anche se sedute sulla parte posteriore del sellino, di questo fantastico mondo che è quello delle due ruote, io adoro salutare e stimo tantissimo quelle poche zavorrine che si incontrano per le strade che ricambiano il saluto!




Concludendo, la zavorrina perfetta è colei che segue il biker nelle sue avventure, che insieme a lui viaggia sotto il caldo torrido, o se prende insieme a lui un acquazzone ed è bagnata fradicia e le chiederete se è tutto ok, lei risponderà con un sorriso un po' stanco di si, è colei che ascolta insieme al biker la musica nell'interfono muovendo con lui il casco a ritmo, che gli picchetta sui fianchi per fargli notare qualcosa o che glieli accarezza per fargli sentire la sua presenza, che gli stringe le ginocchia intorno alle gambe quando è un po' tesa o per segnalargli un pericolo, che viaggia con lui portandosi giusto una magliettina ed un cambio, pensando alle migliaia di cose che normalmente si sarebbe portata dietro se solo ce ne fosse stato lo spazio, che se costretta si lava giusto quella volta durante il weekend fuori in moto, senza le creme e cremine alle quali è abituata, ma con i campioncini che avrà messo da parte per risparmiare spazio, colei che ammira insieme al suo pilota tramonti fantastici e paesaggi spettacolari che vi circonderanno di volta in volta nelle vostre uscite insieme, insomma la zavorrina è colei che vi sta dietro, cari bikers, ma in realtà vi è sempre accanto!




A giovedì prossimo, lamps a tutti!

Cry
_________________________________________________________________________

17/11/15 APPUNTAMENTO N° 5 - UNA ZAVORRINA ALL'EICMA DI MILANO: ACCESSORI E BEST OUTFIT DELLE EICMA GIRLS!

Ed eccomi qua! Una zavorrina all'Eicma! A dire il vero oggi sono stata nei saloni dell'Eicma insieme a Max in versione reporter, infatti siamo stati accreditati all'ingresso nei panni di blogger e quindi dotati di pass per la stampa, che grande onore!!!
Ma su cosa avrò focalizzato la mia attenzione in veste di zavorrina, in questi infiniti padiglioni???
Beh, per prima cosa ovviamente sulle moto, con Max ci siamo concentrati principalmente su quelle da turismo, il nostro settore, ed io ho testato i vari sellini posteriori sedendomi alle sue spalle e valutando diverse caratteristiche, proprio nell'ottica di passeggero! Ma per questo, vi rimando alle classifiche che presto pubblicheremo online, infatti ne abbiamo in serbo di diverse, per valutare e confrontare le diverse moto, ed anche la zavorrina ha dato il suo contributo in merito! Quindi per il settore moto ad Eicma 2015, state sintonizzati su queste pagine....e presto ne leggerete delle belle!

Oltre che con le moto, mi sono lustrata per bene gli occhi col mondo degli accessori, facendo caso alle novità soprattutto in campo di abbigliamento tecnico, finalmente trovando diversi marchi che hanno lanciato o ampliato le linee dedicate a noi lady, ecco qui di seguito una gallery di accessori, abbigliamento e caschi da donna che mi hanno attirato particolarmente, a voi i giudizi!

CASCHI:



Molto belli ed accattivanti i caschi integrali della Shark, con colorazioni adatte anche a noi woman, a me in particolar modo son piaciuti quelli con le tonalità del fuxia accostato al nero, colori con i quali hanno giocato a creare diversi disegni.

Per la sezione caschi jet, carinissimi quelli della Givi, con motivi floreali ed una linea tutta dedicata alle lady, in scooter e non!



Shark ne fa di tutti i colori!


Motivi floreali da Givi

  
STIVALI:

Ho adorato gli stivali fuxia con glitter di Sidi!
Belli, belli, belli!!!! Sidi ha creato una nuova linea di stivali dai colori super fashion e femminili più che mai!! Notare quello a sinistra, fuxia con le chiusure giallo fluo e con inserti glitterati!! Quando si dice, andare in moto senza perdere quel tocco di femminilità!! Ma non fermiamoci alla sola colorazione perchè Sidi ha da sempre un occhio alla tecnologia che mira prima di tutto alla sicurezza ed alla protezione di chi le indossa, con sistemi di ventilazione ultra tecnologici ed all'avanguardia, così come il suo sistema "assorbi caduta".


 ABBIGLIAMENTO:


Bellissima linea della Bering dedicata alle donne, in particolare questo outfit con giubbino Lady Agera - r, vestibilità assolutamente femminile con svasatura sui fianchi a sottolinearli.
Vi parlerò poi di altre linee, dedicate in particolare ai giubbini di pelle lady, nei prossimi articoli che farò!!



 ..........Poi, essendo io donna, e ritrovandomi circondata dalle bellezze (questa volta in carne ed ossa!) di Eicma 2015, ho deciso di parlarvi dei migliori outfit delle modelle che erano presenti ai diversi stand, perchè in effetti ci sono stati delle particolari mise che mi hanno lasciata piacevolmente colpita!

CLASSIFICA BEST OUTFIT DELLE EICMA GIRLS:



N° 1: VESPA GIRLS

Mi è piaciuta moltissimo la mise delle ragazze Vespa! Vestitino bianco a sacco, anni 50, ed occhiali da sole della stessa epoca, stile ispirato alla "dolce vita", elegante e sensuale allo stesso tempo!









N° 2: INDIAN GIRLS
Tipiche ragazze pin up american style!! L'eleganza senza tempo che attrae, con quei capelli dall'acconciatura morbida ed arrotondata, le labbra rosse che spiccano sulla pelle bianca ed il tutto accompagnato da un elegante vestito dallo scollo all'americana che incornicia il decolletè!




N° 3 KAWASAKI GIRLS
Decisamente più moderne ed accattivanti rispetto alle mie prime due postazioni, vestite totalmente in pelle nera, mi sono piaciuti in particolar modo i corpetti, intrecciati sulla schiena da lacci molto molto sexy. Il colore tipico Kawasaki era poi completato col verde nei loro ombretti glitterati.







N° 4 TRIUMPH GIRLS
Anche qui ritroviamo un total black, leggings in similpelle con zip e maglia con cerniera asimmetrica sul davanti. Rossetto rouge Chanel. Capelli raccolti in code fermate da elastici in più punti. La dimostrazione che anche coperte al punto giusto e senza tacco 12 si può essere sensuali ed anche di più!







N° 5 DUCATI GIRLS
Vestitino nero, semplicissimo, dritto ed accollato, tacco alto, rossetto rosso fuoco. Look semplice tanto quanto accattivante!









Ebbene, spero vi siate divertiti a sbirciare un po' nel mondo Eicma 2015 attraverso gli occhi di una zavorrina, a presto con classifiche ed info più tecniche, insieme a Max!
Lamps a tutti!!!
Cry

___________________________________________________________________________

12/11/15 APPUNTAMENTO N° 4 CASCO E CAPELLI LUNGHI: COME RENDERE MENO DIFFICILE LA CONVIVENZA!

Siete zavorrine dai capelli corti?? Non potete immaginare quanto vi invidio!! Sicuramente l'uso del casco a voi darà qualche problema in meno.. ma se siete come me delle amanti del capello lungo, bisogna adottare qualche accortezza affinchè i vostri capelli non si rovinino con l'uso prolungato del casco!
La mia treccia "da casco"
Il casco fa sudare il cuoio capelluto ed ovviamente i vostri capelli prenderanno le forme più assurde e disparate non appena ve lo toglierete, per prima cosa noterete quel look "schiacciato" come se vi fosse appena passato uno schiacciasassi sulla testa! Questo è inevitabile, ma un casco con un buon sistema d'aerazione più ridurre la sudorazione e diminuire di un po' anche questa conseguente forma del capello.
In ogni caso la primissima cosa che possiamo fare, anche per non avere mille nodi causati anche dal vento che prendiamo in moto, è raccoglierli, se avete un taglio medio opterei anche per una coda bassa ripiegata a mò di chignon, in modo tale da bloccare le punte, parte del capello dove si formano i nodi, o una coda fermata in più punti con l'elastico, doppia o tripla; altrimenti se avete una lunghezza che ve lo permette, andate di treccia, io li raccolgo sempre in questo modo e lo trovo un buon compromesso, molto pratico, decisamente anti nodi!
L'ideale però sarebbe avere un taglio medio corto e sfilacciato, questo risolverebbe anche il problema di non sembrare in disordine una volta tolto il casco, una bella mano passata nella chioma e via di look sbarazzino! Quando il taglio è tutto alla pari come il mio, le cose diventano più difficili, in ogni caso mimetizzo i capelli non in piega con le onde create dalla treccia che mi sarò andata a sciogliere, e lasciando fare all'effetto involontariamente mosso e molto casual che si viene a creare!
Un altro consiglio è: mai usare lacche, gel o altri prodotti prima dell'utilizzo del casco! Questi andrebbero ad impregnare l'imbottitura interna del casco stesso, e appesantendo così il capello ogni volta che lo indosseremo, sporcandolo.
Molti consigliano di usare gli appositi sotto caschi in seta, ma personalmente non ne ho mai provato uno quindi non saprei darvi una recensione riguardo la loro utilità; in ogni caso questi dovrebbero ridurre la sudorazione e quindi, oltre alla piega bizzarra post casco dei vostri capelli si riduce anche il rischio di cattivi odori. 
Ma vogliamo sfatare una volta per tutte la leggenda metropolitana che il casco faccia cadere i capelli?? Infatti non è assolutamente vero! Un esempio su tutti?? Quanti piloti di auto e moto conosciamo, super capelloni, nonostante le tante ore al giorno durante le quali indossano il casco??! Per portare addirittura alla caduta dei capelli, un casco dovrebbe essere molto molto stretto, indossato ripetutamente: questo farebbe si che i vasi sanguigni presenti nel cuoio capelluto abbiano una vaso-restrizione temporanea e quindi i capelli irrorandosi poco potrebbero cadere. Altrimenti, nessun allarme, tranquille!




Care le mie zavorrine, capellone e non, spero di esservi stata utile con questi miei consigli, ora tutte pronte, casco in testa, e via per nuove (s)pettinate avventure!!! :)
Lamps a tutti!
Cry






___________________________________________________________________________

05/11/15  APPUNTAMENTO N° 3 OCCHI MAGNETICI SOTTO AL CASCO

Ed eccoci arrivati al terzo appuntamento con i miei "giovedì della zavorrina" a parlare di qualcosa di molto importante per chi va in moto, il casco, e di qualcosa di più frivolo, ossia del trucco giusto da usare quando lo si indossa!

Il mio casco Caberg sulla sinistra, il casco Shoei di Max sulla destra
Ecco alcuni consigli che vorrei darvi per l'acquisto di un nuovo casco:

1) La sicurezza non ha prezzo quindi se ci tenete alla vostra pellaccia non badate troppo al risparmio quando siete in procinto di comprare un casco!


2) Scelta tra integrale, jet e modulare: il mio è un casco modulare, della Caberg, mi ci trovo benissimo, anche perchè indossarlo e toglierlo è molto più pratico una volta che lo si apre in stile "jet", oltre al fatto che permette di tenerlo aperto a mezza misura, se non si va a grandi velocità, quando fa caldo e questa è una grandissima comodità (che infatti Max che ha un casco Shoei integrale, spesso mi ha invidiato durante le calde giornate d'estate!).Per il resto è chiaro che un integrale offra una protezione nettamente migliore ad un jet, che onestamente mi sentirei di sconsigliare.


3) Non lasciatevi abbagliare da caschi dai disegni super accattivanti, ma di scarsissima qualità! A volte è meglio un casco monocolore (che potrete semmai personalizzare in seguito) ma con tutte le caratteristiche riguardo la sicurezza al posto giusto!!


4) Un buon sistema d'aereazione, importantissimo per avere una corretta ventilazione al suo interno e se non volete fare la sauna durante i mesi estivi e se non volete che la visiera si appanni con gli ovvi disagi che derivano da questo!


5) Il peso, con le moderne tecnologie si tende a fare caschi sempre più leggeri e questo è un bene perchè provate a fare un viaggio lungo con un casco alla "vecchia maniera", i dolori di collo non tarderanno ad arrivare!


6) Provatelo e sceglietene uno che vi calzi a pennello, un casco troppo stretto vi causerà irrimediabilmente qualche mal di testa mentre uno troppo largo rischierebbe di volarvi via in caso di impatto.


7) Guardate bene che il materiale del suo rivestimento interno sia anallergico, se non volete ritrovarvi con qualche fastidioso prurito o con qualche altra spiacevole sorpresa sul vostro bel visino! Se poi il rivestimento fosse estraibile per poterlo lavare di tanto in tanto, ancora meglio, altrimenti provvederete a disinfettarlo di tanto in tanto con gli spray che esistono in commercio.


8) La visiera, importantissima, parte attraverso la quale abbiamo la visuale sulla strada e su ciò che ci sta intorno, assicuratevi che non sia di quelle che si aprono facilmente con la pressione dell'aria o alla prima caduta.


9) Il marchio: trovo che i caschi di marchio non possano permettersi di rifilarvi una sola, tutt'altro, se hanno fatto la loro fortuna nel corso del tempo significa che sfornano in effetti buoni prodotti e che il controllo qualità da parte loro debba sempre essere ai massimi livelli! Quindi niente cineserie ed affidatevi a qualche buon marchio conosciuto!


10) Ultimo, ma non da ultimo, verificate che il casco sia omologato CE!!



La Cry ed il suo Caberg 

Ma ora veniamo a qualcosa di più frivolo.. sotto il casco, come ci trucchiamo???


Il mio consiglio è... puntiamo tutto sullo sguardo!! Evitiamo fondotinta, ciprie e ceroni vari, che rimarrebbero per buona parte appiccicati sull'imbottitura interna del casco! Oltre a creare spiacevoli strani effetti a chiazze quando andremo per togliercelo! Quindi, io opto sempre per un viso nude look!



Tutorial del trucco "smokey eyes"
Le labbra andrebbero sempre ben idratate, nonostante il casco sono sempre esposte al caldo, al freddo e al vento, quindi abbondate pure di burro cacao o di un balsamo neutro, al massimo potete puntare su una matita contorno labbra per definirle ma non vi consiglio di impiastricciarvi con rossetti e gloss, i capelli vi si attaccherebbero non appena avrebbero l'occasione di svolazzare sotto al casco ad altezza bocca!
Labbra sempre ben idratate sotto il casco!

Gli occhi, del nostro viso che risalta da dietro la visiera, mi piace delinearli con un kajal nero, gioco con ombretti dai colori forti e caldi, dalle tonalità di marrone scuro ad un punto luce nella parte sotto all'arco sopraccigliare, per dare luminosità, altrimenti opto per il total black, con un ombretto nero, glitterato se sto uscendo per qualche appuntamento mondano, mentre nero opaco durante il giorno, e mascara a gran quantità per infoltire le ciglia ed avere uno sguardo magnetico.. anche sotto al casco!!!
Lamps a tutti!
Cry

_____________________________________________________________________

29/10/15 APPUNTAMENTO N° 2:  USCIRE IN MOTO ED ESSERE SEMPRE E  COMUNQUE FEMMINILE..

.. a partire dall'abbigliamento!!!
Uscire in moto comporta da sempre l'uso di un abbigliamento adeguato, qualsiasi sia la stagione, qualsiasi sia la temperatura atmosferica, e a meno che non siate "zavorrine della domenica", ossia quelle zavorrine sospese nel limbo iniziale del dover decidere se le uscite in moto col vostro biker facciano per voi o meno, prima di spendere dei soldini per il giusto abbigliamento tecnico, decidetevi ed in fretta perchè uscire in moto con il giubbottino di jeans e con la minigonna non è esattamente la cosa più pratica, oltre che pericoloso perchè siete completamente esposte ai rischi, e sappiate che vestirsi con il giusto abbigliamento motociclistico non vuol dire rinunciare alla vostra femminilità, e se pensiate che questo voglia dire uscire addobbate come delle specie di omine, o meglio "donnine Michelin", vi sbagliate completamente!!
Le prime volte nelle quali giravo per negozi specializzati con Max, alla ricerca di un giubbino, che io considero il primo capo di abbigliamento da acquistare per chi si accinge a voler diventare zavorrina professionista, gli occhi mi cadevano sempre su quelle fighissime giacche in pelle, possibilmente dai colori nero/fuxia o bianco/rosa shocking! Me le provavo tutte e mi miravo e rimiravo negli specchi dei negozi, per me sono in assoluto il top della femminilità del giubbino/moto da donna! Il look finale risultava essere un po' quello sexy da coniglietta Playboy e nonostante io me ne fossi innamorata perdutamente, Max mi ha diretta più verso giacche da touring, che era la tipologia di viaggi che noi ci saremmo di lì in poi apprestati a fare; ed infatti abbiamo comprato un giubbino dell'Alpinestars, l'Andes Drystar, che per la linea donna è svasato sui fianchi, dando così quel tocco di femminilità al capo.
Il mio giubbino Alpinestars
Perciò state tranquille, esistono valide alternative adatte a noi donne, anche se non accompagnate un Harleysta o se non dovete andare su moto da strada e decidete che il giubbino di pelle non è lo stile che più vi si addice, per essere comunque carine e nel tempo stesso protette, che è la cosa più importante!

I miei stivali Stylmartin
Il secondo acquisto per me necessario per chi va spesso in moto è quello degli stivali! Personalmente, prima di affrontare il viaggio in Salento, ho utilizzato per le nostre gite domenicali dei fantastici stivali fatti a mano da un artigiano ferrarese, stile cowgirl, ma con le prime piogge che hanno preso andando in moto, si sono completamente scollati e macchiati di fango, oltre a farmi inzuppare le gambe, quindi a mio malincuore, bye bye cowgirl e via con la ricerca di qualcosa di più tecnico!
Inizialmente cercavo uno stivale con un po' di tacco (perchè voi non lo sapete ma io adoro i tacchi!!!!!), e facendo un po' di ricerche l'unico che riuscivo a trovare con lo stile che avevo in mente era il TCX Lady Classic.
Tcx Lady Classic
Poi ci ho pensato e ripensato sopra'... si ok il tacchetto.. ma poi pensavo alle eventuali camminate in montagna e collina che mi capita di fare con Max durante le nostre gite, piuttosto che all'appoggio del piede sulle pedane durante viaggi lunghi, oddio, sarebbe stato l'ideale in questi casi indossare il tacco? La bilancia ha pesato di più sul "no", e complice un'offertona su un sito internet, ho fatto quello che per me è stato l'acquisto del secolo: un paio di Stylmartin, mod. Zeudi, con la suola comunque un po' rialzata, comodissimi, neri, alti, dal design femminile e il tutto a meno di 100 euro! Fantastici!Testati appena presi per il mega viaggio in Salento e promossi a pieni voti!
L'abbigliamento da zavorrina può essere poi completato con un bel paio jeans, di quelli a trama un po' fitta e resistente, un bel paio di guanti (anche per questi io sono stata sul marchio Alpinestars) e direi che siete già ad un ottimo punto per uscire col vostro biker, essere comunque carine, ma soprattutto per essere discretamente protette dalle insidie della strada. A vostra discrezione aggiungere anche il paraschiena, per avere ancora una maggiore protezione!
Nel prossimo appuntamento vi parlerò della scelta del casco, importantissimo, e del trucco da adottare sotto di esso, per avere occhi magnetici anche dietro la visiera!!
A giovedì prossimo!! Lamps a tutti!
Cry


Prospettive da zavorrina

_________________________________________________________

22/10/15 APPUNTAMENTO n° 1: ZAVORRINA CHEEEEE??

Ed eccoci al primo degli appuntamenti con "I giovedì della zavorrina", una rubrica tenuta da me, la Cry, nella quale vi farò sbirciare dentro al mondo delle due ruote ma visto da noi che occupiamo la parte posteriore del sellino delle moto, vi darò consigli e dritte per essere sempre fashion e femminili anche nelle vostre uscite motociclistiche, oltre a farvi scoprire numerose curiosità, sensazioni e chicche direttamente dal punto di vista di una zavorrina!
Ma per prima cosa... che cos'è una zavorrina?? Ad alcune donne questo termine non sconfinfera molto, fa sentire loro etichettate come una specie di "palla al piede" che il biker è costretto a portarsi dietro quando va in moto. Io non lo trovo assolutamente così! Anzi, quando il mio biker mi chiama in questo modo lo fa con un nonsochè di affettuoso! Lo trovo piuttosto un termine vezzeggiativo per descrivere noi, solitamente donne, che sediamo alle spalle dei nostri fidanzati, mariti o amici motociclisti e li seguiamo fedeli nei loro giri domenicali e non. Il ruolo di una zavorrina non è semplicemente quello di accompagnatrice, ma una volta preso un certo affiatamento col biker avrà anche diversi compiti di utilità, come ad esempio quella di far notare al biker la presenza di autovelox, che noi dall'alto vedremo prima di lui, piuttosto che la segnalazione di qualche posto meritevole di essere visto lungo la strada e che lui non avrà notato perchè troppo impegnato tra pieghe e cambi marce. Il tutto segnalato con un semplice "toc" sul casco o con una stretta di gambe intorno alla sua vita.
Ma per lo più la zavorrina non si sente quasi, quando l'intesa col pilota è al massimo dei livelli, diventiamo un tutt'uno con lui, assecondando completamente le manovre che lui fa, ondeggiando con la moto all'unisono nelle numerose pieghe su strade tortuose di montagna, cingendo col nostro tocco fermo ma leggero i suoi fianchi e godendoci di tanto in tanto i paesaggi che dal sellino posteriore cambiano fantasticamente intorno a noi.
Ed una volta raggiunta questa intesa, quando il vostro pilota vi dirà che non gli mancano i giri in moto da solo perchè le uscite con voi gli piacciono, e non vi sente come un "ostacolo" interposto tra lui e la sua moto, bensì un valore aggiunto che rende le sue girate ancor più divertenti, e che gli piace condividere i luoghi dove la sua moto vi scarrozza, perchè si ok girare in moto da soli è bello, "faccio le impennate quando voglio senza dover pensare di perdere per strada la persona che mi siede dietro.." ma poi arrivare in cima a qualche magnifico passo e ritrovarsi a godere di un magnifico panorama da soli, di qualche tramonto mozzafiato sul mare, non è la stessa cosa che condividerlo con la zavorrina, allora sì capirete di essere riuscite nel vostro intento di non essere delle "zavorre", nel senso letterale della parola, ma delle uniche, grandi, donne/compagne/amiche zavorrine, unite al vostro biker nella condivisione di due grandi passioni, quelle del viaggiare e quella delle due ruote!!
A giovedì prossimo!! 
Cry

1 commento:

  1. Molto interessante il tuo post ..... io amo una buona moto viaggiano con lei

    RispondiElimina